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lunedì 22 settembre 2008

Una campana sprofonda nel suo suono quando è serale
forse una supplica e insieme un allarme tornato a mente
se resta qualche momento incompresa nella memoria
i sordi li vedi a schiera venuti a scutare la luna
un rintocco si solleva dal deposito dell’oblio
la campana chiama un altrove non celebra il suo profitto
dentro la scatola vuota del tuo suono non c’è accortezza
se il destino è un abbandono, la campana chiede abbandono.
?

domenica 20 luglio 2008

Contento di me stesso…e un’altra volta
Visito i campi, il gioco antico e tristo
Dell’erba nuova, ripeto per nome

E le cose vicine e le lontane,
Chiuse per sempre, gesti che ritornano
Come gracili danze d’orologi.

(Grida, grida una voce
altissimo il suo nome)

?