Per lunghi anni ho ricercato invanp
fra i nostri corpi un'unione totale,
ma sempre ci è sfuggita dalla mano,
e sfuggirà, nel ritrovo carnale.
Amico caro, c'è un divieto arcano
che ci divide - un godere parziale
solo ci unisce - e il mio delirio insano
non sarà mai al tuo gemito uguale.
E invano nella notte ci accendiamo,
al tocco della mano ci turbiamo
ed esigiamo un fremito appagato:
attraverso il guado non c'è dato
- rotta è la luce sopra i nostri visi,
e noi restiamo esausti, ma divisi.
ABRAM EFROS, TR. FRANCO D'AGOSTINO
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domenica 27 dicembre 2009
lunedì 25 febbraio 2008
Dovrei rivolgere il mio sguardo altrove,
o dovrei baciare le orme dei tuoi piedi,
ma tu, come una ladra, lenta incedi
alle notti focose delle alcove.
Qual è il destino che ti spinge e muove?
O cosa sai? Quale segreto vedi?
Ma con più foga le tue vesti cedi,
e il dubitare ben poco ti smuove.
E già presento il finto tentennare,
il tuo primo lamento ed il guizzare
della tua lingua ignara eppure ardente,
quando vedrò tra le tue ciglia nere
ombre coprire il volto tuo splendente,
le tue ginocchia aprirsi per godere.
ABRAM EFROS, TR. FRANCO D’AGOSTINO
o dovrei baciare le orme dei tuoi piedi,
ma tu, come una ladra, lenta incedi
alle notti focose delle alcove.
Qual è il destino che ti spinge e muove?
O cosa sai? Quale segreto vedi?
Ma con più foga le tue vesti cedi,
e il dubitare ben poco ti smuove.
E già presento il finto tentennare,
il tuo primo lamento ed il guizzare
della tua lingua ignara eppure ardente,
quando vedrò tra le tue ciglia nere
ombre coprire il volto tuo splendente,
le tue ginocchia aprirsi per godere.
ABRAM EFROS, TR. FRANCO D’AGOSTINO
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