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mercoledì 10 novembre 2010

CARRI D'AUTUNNO

Nello spazio lunare
pesa il silenzio dei morti.
Ai carri eternamente remoti
il cigolìo dei lumi
improvvisa perduti e beati
villaggi di sono.

Come un tepore troveranno l'alba
gli zingari di neve,
come un tepore sotto l'ala i nidi.

Così lontano a trasparire il mondo
ricorda che fu d'erba, una pianura.

ALFONSO GATTO

giovedì 27 novembre 2008

Nello spazio lunare
pesa il silenzio dei morti
Ai carri eternamente remoti
il cigolio dei lumi
improvvisa perduti e beati
villaggio di sonno.

Come un tepore troveranno l’alba
gli zingari di neve,
come un tepore sotto l’ala i morti.

Così lontano a trasparire il mondo
Ricorda che fu l’erba, una pianura.
ALFONSO GATTO

lunedì 29 settembre 2008

Aspetti dai morti il consenso, la pietra che chiude la storia.
E nulla forse ha più senso, è solo un canto che torna
la prima stretta del gelo. Il torto che opprime
è l’ansia d’avere ragione, e tu non l’avesti, perdevi.
Torni per l’alba di San Vittore,
torni a quel cielo che è solo il cielo.
Non hai che te− puoi dirlo − e la notizia di essere un uomo.
Per ogni ferita che piano si chiude al suo stesso sigillo,
uno sguardo tranquillo. E con pudore la mano
s’apre sul marmo, ha le vene, le vene di tutte le pene.
ALFONSO GATTO

martedì 19 agosto 2008

La lontananza che di me riappare
tacita a notte viene
d’intorno a meditare.
E’ il vento che la muove, la campagna
ove sorgere a morte vidi luna
e lamenta memoria d’altre età.
ALFONSO GATTO