L'ignoto più bello è presso di te.
A te sottratto, da te stesso
non accetto.
Lo premo giù
nella pelle,
sì che ci senta.
ALFRED KOLLERITSCH, TR. BEATRICE DONIN
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lunedì 30 maggio 2011
domenica 28 novembre 2010
martedì 12 ottobre 2010
martedì 24 agosto 2010
COMUNIONE SEPARATA
In camere divise
la notte li congiunge.
Sentono il suonatore d’organetto,
l’invisibile Terzo.
La propria porta
è la loro stessa morte,
il colloquio della vita
giunge dalle pareti,
di volta in volta li ricopre
con canti mai eseguiti
per niente.
Fuori strappano l’erba
per ciò che è rimasto,
nelle chiome se la gettano
come colore che si estingue.
Laddove la rinuncia è il cuore:
l’occultante
timore della pelle.
La sua remota peluria
custodisce il movimento.
Tu la sfiori.
ALFRED KOLLERITSCH, TR. BEATRICE DONIN
la notte li congiunge.
Sentono il suonatore d’organetto,
l’invisibile Terzo.
La propria porta
è la loro stessa morte,
il colloquio della vita
giunge dalle pareti,
di volta in volta li ricopre
con canti mai eseguiti
per niente.
Fuori strappano l’erba
per ciò che è rimasto,
nelle chiome se la gettano
come colore che si estingue.
Laddove la rinuncia è il cuore:
l’occultante
timore della pelle.
La sua remota peluria
custodisce il movimento.
Tu la sfiori.
ALFRED KOLLERITSCH, TR. BEATRICE DONIN
mercoledì 30 giugno 2010
TAUTOLOGIA
A ogni frase, incastrata nella riga,
impigrita dentro la scrittura,
si dice anche che noi
siamo soli ul declivio
ALFRED KOLLERITSCH, TR. RICCARDO NOVELLO
impigrita dentro la scrittura,
si dice anche che noi
siamo soli ul declivio
ALFRED KOLLERITSCH, TR. RICCARDO NOVELLO
sabato 6 marzo 2010
domenica 11 ottobre 2009
lunedì 7 settembre 2009
Quando si scrive,
le porte non si chiudono,
una domanda s'incolla all'altra,
un timore
si rovescia dal successivo.
Così penetra l'armonia
come ghiaccio che cresce oltre l'acciaio,
e si avverte il caldo stillare
tutt'intorno.
Poi dolgono gli occhi,
poi si frantumano le cose più care,
poi la bontà stringe alla gola,
poi si scrive nel vuoto
o si dice:
"solo fino a un margine di un cuore"
E lo si dice a te,
e davanti solo una mano
per nascondersi.
ALFRED KOLLERITSCH, TR. RICCARDO NOVELLO
le porte non si chiudono,
una domanda s'incolla all'altra,
un timore
si rovescia dal successivo.
Così penetra l'armonia
come ghiaccio che cresce oltre l'acciaio,
e si avverte il caldo stillare
tutt'intorno.
Poi dolgono gli occhi,
poi si frantumano le cose più care,
poi la bontà stringe alla gola,
poi si scrive nel vuoto
o si dice:
"solo fino a un margine di un cuore"
E lo si dice a te,
e davanti solo una mano
per nascondersi.
ALFRED KOLLERITSCH, TR. RICCARDO NOVELLO
mercoledì 19 agosto 2009
sabato 23 febbraio 2008
MA NON INVANO
Fa più freddo,
piante avvizzite cadono nel vento,
sì, la voglio sentire,
la voce dell’ombra, tremante,
strepitante di collera, senza coraggio/coraggiosa,
dallo sfinimento cade all’ingiù,
lei chiama, riposa in quanto è promesso?
"Chi potrebbe proibirci la gioia",
lei nomina quel che verrà,
la rovina del presente.
ALFRED KOLLERITSCH, TR. RICCARDO NOVELLO
piante avvizzite cadono nel vento,
sì, la voglio sentire,
la voce dell’ombra, tremante,
strepitante di collera, senza coraggio/coraggiosa,
dallo sfinimento cade all’ingiù,
lei chiama, riposa in quanto è promesso?
"Chi potrebbe proibirci la gioia",
lei nomina quel che verrà,
la rovina del presente.
ALFRED KOLLERITSCH, TR. RICCARDO NOVELLO
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