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mercoledì 7 ottobre 2009

FAME

Se ho gusto non è
che per la terra e le pietre.
Io mi nutro d'aria,
di roccia, di carbone, di ferro.

Andate, mie fami. Pascetevi
del prato dei suoni.
Il gaio veleno succhiate
delle campanule.

Mangiate i ciottoli spezzati,
le antiche pietre nella chiesa;
i sassi di diluvi passati,
pani passati per le grige vallate.

ARTHUR RIMBAUD, TR. DAVIDE RONDONI

martedì 30 giugno 2009

SENSAZIONE

Nelle sere azzurre d'estate, andrò per i sentieri,
punto dalle spighe, pestando l'erba minuta:
Sognando, ne sentirò il fresco ai piedi.
Elascerò che il vento mi bagni la testa.

Io non parlerò, non penserò nulla:
ma l'amore senza fine mi crescerà nell'anima,
e andrò lontano, molto lontano, un bohémien,
nella Natura, - contento come insieme ad una donna.

ARTHUR RIMBAUD, TR.DAVIDE RONDONI

venerdì 10 aprile 2009

ZINGARESCA

Andavo con i pugni nelle tasche sfondate,
Ed anche il mio pastrano diventavs ideale;
Andavo sotto il cielo, Musa, ed ero il tuo fido;
Quanti splendidi amori ho mai sognato allora!

Negli ultimi calzoni avevo un largo squarcio.
- Pollicino sognante, sgranavo nella corsa
Rime. L'Orsa Maggiore mi faceva da ostello,
- Le mie stelle nel cielo dolcemente frusciavano;

Le ascoltavo, seduto sul ciglio delle strade,
In quelle sere dolci di settembre e sul viso
Le gocce di rugiada m'erano vin gagliardo;

E, rimando nel cuore di fantastiche tenebre,
Tiravo, come fossero delle lire, gli elastici
Delle scarpe ferite, col piede accanto al cuore!
ARTHUR RIMBAUD, TR. IVOS MARGONI