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domenica 29 maggio 2011

QUADERNO DI POSILLIPO, LXXXIII

Una lucciola verde respira sull'orlo
della strada la sua luce di luna fra le foglie.

ARTURO ONOFRI

martedì 13 luglio 2010

Nel notturno silenzio il vago bisbiglio
della nebbia che sale sul lento ondeggiare
delle calme pozzanghere dall'anima 'azzurro.
Io sento il tenue sorriso cui brividiscono, in sogni

di fioriture segrete, i rami segreti delle acacie
ingioiellati in un vivo aggocilio di rugiadi;
sento le mille voci della Vita che tace
fluirefluire a me dai campi, dai moniti della strade,

fluttuar nel mio cuore come l'aria calma
il fumo del camino. Ma infine tutti i suoni
io sento ad uno ad uno, quasi un voto s'adempia,
confondersi col ritmico pulsar della mia tempia.

ARTURO ONOFRI\

martedì 16 marzo 2010

CONFIDENZE

Le cose, fra le quali io vivo attento,
mi confidano spesso alcun segreto,
mi confessano un piccolo tormento,
poiché l’anima ironica d’Amleto
si placa in esse e in esse anch’io la sento.

Pur, le ascolto amoroso e le consolo:
tutta la vita io passo in ascoltare;
e spesso quando l’ombra mi tien solo
ridico a me le conferenze amare,
allora, in me, le canta un usignolo.

ARTURO ONOFRI

venerdì 10 aprile 2009

Per me credimi non v'è nient'altra cosa
più soave del bacio e più crudele

S'io sugga dalla tua bocca odorosa,
chino su te perdutamente, il miele
della vita non sento più l'atroce
tortura che mi spezza e mi maciulla.

Poi, mi stacco da te ed ecco il nulla
che mi vuole inchiodato alla croce.
ARTURO ONOFRI

domenica 2 novembre 2008

Mi par d’essere immerso
dentro una nebulosa
Intorno a me riposa
placido l’Universo.

Navigano profumi
nel mio sogno che langue
e m’illudo che il sangue
lentamente s’aggrumi.

Sfugge la vita umana
in una lene scia
e tutto in me s’oblia
pregustando il Nirvana.
ARTURO ONOFRI

venerdì 20 giugno 2008

Sei nell’assopimento di corolle
tenere, appena schiuse, come cieli
brevi sul prato, e nello sguardo folle
dell’arse donne, i cui pallori aneli
traspaiono d’argento
nel dolce portamento

Nutri ogni desiderio che discorda
col sospiro pacifico dell’erba
e vibri in seno a questa pietra sorda
l’antro della tua musica superba
con la quale assecondi
l’ansia di tutti i mondi.

Sei presente e non sei, come una forma
celeste che vegliando, pur s’oppone
al vegliare delle forme, e vuol che dorma
ciascuna, come dentro una prigione
nel suo proprio passato,
che in corpo ha modellato.
ARTURO ONOFRI