A quest'età la vita che rallenta
si riveste d'una grossa corteccia
entro la quale l'anima è non meno
tenera, ma soltanto più solitaria.
Ivi la vita sente e ripensa se stessa
con i medesimi palpiti; ma la dolce
fruizione dei sensi per lei va perdendosi
come in un torbido specchio le immagini.
CARLO BETOCCHI
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mercoledì 9 febbraio 2011
lunedì 25 ottobre 2010
D'AUTUNNO
Beato autunno! il cui fanciullo sguardo
vaga tra le nuvole erranti:
che pigro dorme nell’aroma tardo
dei mosti, e ascolta gli ebbri canti:
e siede su nubi di fuoco
suonando nei venti per gioco.
E Re, più in alto dei giochi dell’Alpe
regge gli ardori meridiani;
senton le vigne le sue mani calde
calarsi sui grappoli sani:
la roccia, disfatta e più bionda,
in altissima luce affonda.
E come (sull’alte poggia deserte),
principe d’edera selvaggia,
siede tra verdi colombe, e sull’erte
mura con splendid’armi raggia:
con squilli sonori di luce
gli uccelli più caldi conduce.
O dalle nubi campagne guardando
Spinge, sull’ali colorate,
spirti leggeri che vanno vagando
sui campi, tra fronde agitate:
e adombra il bel viso d’ambascia
per foglia che al vento si lascia.
CARLO BETOCCHI
vaga tra le nuvole erranti:
che pigro dorme nell’aroma tardo
dei mosti, e ascolta gli ebbri canti:
e siede su nubi di fuoco
suonando nei venti per gioco.
E Re, più in alto dei giochi dell’Alpe
regge gli ardori meridiani;
senton le vigne le sue mani calde
calarsi sui grappoli sani:
la roccia, disfatta e più bionda,
in altissima luce affonda.
E come (sull’alte poggia deserte),
principe d’edera selvaggia,
siede tra verdi colombe, e sull’erte
mura con splendid’armi raggia:
con squilli sonori di luce
gli uccelli più caldi conduce.
O dalle nubi campagne guardando
Spinge, sull’ali colorate,
spirti leggeri che vanno vagando
sui campi, tra fronde agitate:
e adombra il bel viso d’ambascia
per foglia che al vento si lascia.
CARLO BETOCCHI
martedì 30 dicembre 2008
giovedì 9 ottobre 2008
lunedì 4 agosto 2008
lunedì 25 febbraio 2008
A quest’età la vita che rallenta
Si riveste d’una grossa corteccia
Entro la quale l’anima è non meno
Tenera,ma soltanto più solitaria.
Ivi la vita sente e ripensa se stessa
Con i medesimi palpiti; ma la dolce
Fruizione dei sensi per lei va perdendosi
Come in un torbido specchio le immagini.
CARLO BETOCCHI
Si riveste d’una grossa corteccia
Entro la quale l’anima è non meno
Tenera,ma soltanto più solitaria.
Ivi la vita sente e ripensa se stessa
Con i medesimi palpiti; ma la dolce
Fruizione dei sensi per lei va perdendosi
Come in un torbido specchio le immagini.
CARLO BETOCCHI
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