Io non avevo questo viso
così calmo, così triste, così magro,
né questi occhi così vuoti,
né il labbro amaro.
Io non avevo queste mani fiacche,
così scure e fredde e morte:
non avevo questo cuore
che neppure si manifesta.
Io non m'accorsi di cambiare:
fu semplice, sicuro, facile.
In che specchio è rimasto
Il mio perduto viso?
CECILIA MEIRELES, TR. RUGGERO JACOBBI
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venerdì 29 aprile 2011
lunedì 18 maggio 2009
UMILTA'
Tanto che fare!
libri che non si leggono, ettere che non si scrivono,
lingue che non s'imparano,
amore che non si dà,
tutto quanto si dimentica.
Amici fra addii,
bambini che piangono nella tempesta,
gente che firma carte, carte, carte...
fino alla fine del mondo a firmare carte.
Ei passeri dietro a grate di pioggia.
E i morti in campane di vetro di canfora.
(E una canzone così bella!).
Tanto che fare!
E abbiamo fatto soltanto questo.
E mai abbiamo saputo chi eravamo,
neppure per che cosa.
CECILIA MEIRELES, TR. MIRELLA ABRIANI
libri che non si leggono, ettere che non si scrivono,
lingue che non s'imparano,
amore che non si dà,
tutto quanto si dimentica.
Amici fra addii,
bambini che piangono nella tempesta,
gente che firma carte, carte, carte...
fino alla fine del mondo a firmare carte.
Ei passeri dietro a grate di pioggia.
E i morti in campane di vetro di canfora.
(E una canzone così bella!).
Tanto che fare!
E abbiamo fatto soltanto questo.
E mai abbiamo saputo chi eravamo,
neppure per che cosa.
CECILIA MEIRELES, TR. MIRELLA ABRIANI
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