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giovedì 2 luglio 2009

Oh della Divinità si può dire che sta
in uno spendore inavvertibile.
Mentre procede cieco il vivente,
non vede, tocca solamente,
privato della luce non per avidità
o per eccesso di sé,
ma per natura.

E quanto non viene detto, il segreto.
ma è l'unica possibilità
di uscire dal destino umano,
che è quello di essere finiti,
finiti.
CESARE VIVIANI.

giovedì 4 settembre 2008

Sono luci e ombre, nient’altro
che governano il globo:
niente di gaio o ferale,
niente di umano.
Così non è la fine quella da espiare
O da superare con la supremazia dell’anima.
La materia non si riconosce, si adagia,
poi si combina, si fonde
senza nessun bisogno di fonditore.
CESARE VIVIANI

giovedì 24 luglio 2008

Sono ancora qui, ma vi prego, credetemi,
è stata l’argilla
a rendermi così dolente e fragile,
nient’altro che la terra dove sono nato.
CESARE VIVIANI

lunedì 26 maggio 2008

Il pensiero perenne, continuo
della linea che mi divide limita
gli orizzonti fermi, la terra e i cieli,
infinito pensier non è infinito,
si rincorre traslucido, s’invola,
si stacca come un raggio esploso, penetra
costellazioni e misteri, atto a creare
universi e impensabili,
pronto a cessare.
CESARE VIVIANI