Tra la felicità d’adesso e l’abisso
c’è la mia ragazza che lecca con gusto il suo gelato.
Per questa sera sei il mio amore, adorno di dolci e
[coccola,
moglie in prova: abbiamo spento gli orologi.
Sei brava davvero a baciarmi, resta come un graffio
- mentre ti riporto a casa in bici -
e avevi il sangue caldo, divenuta donna presto
coi sogni di un vecchi indurito rivolti al cielo.
Ce n’era uno nuovo ogni giorno a invitarti,
[cambiavi ogni volta
ci troveremo faccia a faccia domani in strada senza
[riconoscerci.
Anch’io come te, tutto trascorso
- io, Tuti, Greet, Amoi…dissolte.
È questo il pericolo…tutto passa.
CHAIRIL ANWAR, TR. GIULIO SORAVIA.
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venerdì 6 febbraio 2009
sabato 3 gennaio 2009
VITA
Oceano profondo
che si scaglia di continuo
a provare le nostre difese
si scaglia di continuo
fino a ridurre in rovine
la Felicità Sacrale
piccolo mucchio
invano protetto, invano coltivato.
CHAIRIL ANWAR, TR. GIULIO SORAVIA
che si scaglia di continuo
a provare le nostre difese
si scaglia di continuo
fino a ridurre in rovine
la Felicità Sacrale
piccolo mucchio
invano protetto, invano coltivato.
CHAIRIL ANWAR, TR. GIULIO SORAVIA
sabato 2 febbraio 2008
Racconto per Dien Tamaela
Sono Pattirajawane
Vegliato dagli Antichi
Uno solo.
Sono Pattirarajawane
Schiuma di mare.
Col mareper sangue.
Sono Pattirajawane
Quando sono nato
gli Antichi mi portarono il remo.
Sono Pattirajawane, custode di boschi moscati.
Sono il fuoco sulla spiaggia. Chi s'avvicina
Pronunci tre volte il mio nome.
Nel silenzio della notte le alghe danzano
al ritmo del mio tamburo,
Alberi di noci moscate, corpi di vergini
che vivono fino all'alba.
Via alle danze!
Siamo felici!
Dimentichiamoci!
Attenti a non farmi arrabbiare!
Posso far morire gli alberi, stecchire le ragazze
Mandare gli spiriti degli Antichi.
Io sono nella notte e nel giorno.
Il ritmo delle alghe e il fuoco che brucia l'isola...
Sono Pattirajawane
Vegliato dagli Antichi
Uno solo.
CHAIRIL ANWAR, TR. GIULIO SORAVIA
Vegliato dagli Antichi
Uno solo.
Sono Pattirarajawane
Schiuma di mare.
Col mareper sangue.
Sono Pattirajawane
Quando sono nato
gli Antichi mi portarono il remo.
Sono Pattirajawane, custode di boschi moscati.
Sono il fuoco sulla spiaggia. Chi s'avvicina
Pronunci tre volte il mio nome.
Nel silenzio della notte le alghe danzano
al ritmo del mio tamburo,
Alberi di noci moscate, corpi di vergini
che vivono fino all'alba.
Via alle danze!
Siamo felici!
Dimentichiamoci!
Attenti a non farmi arrabbiare!
Posso far morire gli alberi, stecchire le ragazze
Mandare gli spiriti degli Antichi.
Io sono nella notte e nel giorno.
Il ritmo delle alghe e il fuoco che brucia l'isola...
Sono Pattirajawane
Vegliato dagli Antichi
Uno solo.
CHAIRIL ANWAR, TR. GIULIO SORAVIA
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