Condannati dalla nostra stessa bocca,
noi che riponiamo fiducia nelle cose visibili.
Ben presto dimenticheremo il mondo.
E ben presto il mondo dimenticherà noi.
Il soffio della vita, da questa all’altra trapassando,
è quel che dice il vento, nella sua parola
la gioia della terra.
Lussuria della lingua, lussuria dell’occhio,
condannati dalla nostra stesa bocca…
CHARLES WRIGHT, TR. ROBERTO MUSSAPI
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lunedì 3 maggio 2010
domenica 25 ottobre 2009
LUI
Il suo dolore pende come un cuore dall'albero di confine
fiorito di stelle.
Riflette il vento infinito.
Si nutre delle differenze lunari e vola lassù all'alba.
Quando si distenderà, le acque si distenderanno con lui,
e tutto ciò che cammina e tutto ciò che sta fermo, e dorme
nel tuono.
E' per lui che il salice sanguina.
Cercalo lassù nel piatto nero del cielo sul Pacifico del nord,
libero nel suo abito di luci,
sollevato, disteso e distante.
CHARLES WRIGHT, TR. ANTONELLA FRANCINI
fiorito di stelle.
Riflette il vento infinito.
Si nutre delle differenze lunari e vola lassù all'alba.
Quando si distenderà, le acque si distenderanno con lui,
e tutto ciò che cammina e tutto ciò che sta fermo, e dorme
nel tuono.
E' per lui che il salice sanguina.
Cercalo lassù nel piatto nero del cielo sul Pacifico del nord,
libero nel suo abito di luci,
sollevato, disteso e distante.
CHARLES WRIGHT, TR. ANTONELLA FRANCINI
giovedì 30 luglio 2009
RITRATTO D'ARTISTA CON LI PO
Il "sommo prete celeste del Lago Bianco" è ora
un monticello in una valle d'erba infinita,
i suoi pendagli tintinnano, le perle fanno ombra ai suoi occhi.
Non dise mai nulla della vita dopo la morte,
il suo corpo è avvolto in ruggine blu e fumo di rugiada.
Amava soprattuto fiori e acqua.
Tutti sanno la storia vera che scriveva versi e li affidava
alla corrente
come barche di carta,
per vederli scivolare via.
Nella sue poesie non entrò mai la morte,ma remò, capelli
sciolti, lontano sul lago,
ridendo e guardando al cielo.
Oltre 1000 anni dopo, scrivo un suo verso su
un taccuino,
il fiore di pesco segue l'acqua che si muove,
e guardo l'oscurità d'ottobre addensarsi alle colline.
Tutta la notte il fiume dei cieli scorrerà verso ovest e nessuno
lo noterà.
La distanza tra i morti e i vivi
è più d'un battito di cuore e d'un respiro.
CHARLES WRIGHT, TR. ANTONELLA FRANCINI
un monticello in una valle d'erba infinita,
i suoi pendagli tintinnano, le perle fanno ombra ai suoi occhi.
Non dise mai nulla della vita dopo la morte,
il suo corpo è avvolto in ruggine blu e fumo di rugiada.
Amava soprattuto fiori e acqua.
Tutti sanno la storia vera che scriveva versi e li affidava
alla corrente
come barche di carta,
per vederli scivolare via.
Nella sue poesie non entrò mai la morte,ma remò, capelli
sciolti, lontano sul lago,
ridendo e guardando al cielo.
Oltre 1000 anni dopo, scrivo un suo verso su
un taccuino,
il fiore di pesco segue l'acqua che si muove,
e guardo l'oscurità d'ottobre addensarsi alle colline.
Tutta la notte il fiume dei cieli scorrerà verso ovest e nessuno
lo noterà.
La distanza tra i morti e i vivi
è più d'un battito di cuore e d'un respiro.
CHARLES WRIGHT, TR. ANTONELLA FRANCINI
venerdì 23 gennaio 2009
Dopo tutti questi anni scopro di essere credente
credo a quel che il tuono e il lampo hanno da dire;
credo che i sogni siano veri,
e due siano le rappresaglie della morte;
credo che le foglie secche e l’acqua nera riempiano il mio cuore.
Morirò come una nuvola, bella, bianca, piena di nulla.
Il cielo notturno è un ideogramma,
una carta in codice perforata.
Pensa d’essere il verbo di quel-che-verrà.
Lo pensa ma non è che la Biblioteca dell’Ultima Spiaggia
la luce riflessa del Grande Equivoco.
Dio è il fuoco che trattiene i miei piedi.
CHARLES WRIGHT.
credo a quel che il tuono e il lampo hanno da dire;
credo che i sogni siano veri,
e due siano le rappresaglie della morte;
credo che le foglie secche e l’acqua nera riempiano il mio cuore.
Morirò come una nuvola, bella, bianca, piena di nulla.
Il cielo notturno è un ideogramma,
una carta in codice perforata.
Pensa d’essere il verbo di quel-che-verrà.
Lo pensa ma non è che la Biblioteca dell’Ultima Spiaggia
la luce riflessa del Grande Equivoco.
Dio è il fuoco che trattiene i miei piedi.
CHARLES WRIGHT.
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