Visualizzazione post con etichetta Corrado Calabrò. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Corrado Calabrò. Mostra tutti i post

lunedì 10 novembre 2008

Sono partiti gli uccelli migratori
per linee tangenti.
Appresso a loro una quaglia accecata
è fuggita da un buco di gabbione.

Saprei migrare ancora e più lontano
seguendo oscuri segni.

Non cerco punti d’appoggio
datemi una linea di fuga
e scoccherò dal mondo.
CORRADO CALABRO’

sabato 5 aprile 2008

Picco di stagno
Irrorato di latte di luna,
cuspide di selenite
radiante chiarori innaturali
come la cometa natalizia.

Picco alabastrino
albeggiante nella notte
specchio di sale della tua compagna
che, con aspersorio d’argento,
per tutto il plenilunio ti soffonde
della sua tenerezza vagabonda.

Seni così saldi
candidi picchi aureolati di rosa
albeggianti nel buio
al chiarore rossastro della stufa

seni di neve, timidi e superbi,
cuspidi dalle punte inturgidite
stillante in una notte la dolcezza
da assaporare, fissando il soffitto,
per tutte le altri notti senza sogni.

Sei sempre bella, ma più circospetta:
solo una lieve asimmetria dà segno
del lavoro sottile della lima
che smussa la tua altera padronanza.

Sotto sotto il tuo incedere svagato
Tremo di vedere in controluce
con la scopìa segreta dell’amore
nel tuo splendore appena ridondante
Una sporgenza che volge a levante.
CORRADO CALABRO’