O triste vento!
Volteggiano come volani
i frutti alati delle sammare.
Tra gli alberi il frumento
si stende lontano lontano
come una verde nevicata d'astri.
Le oche in triangolo vanno
in numero pari
verso le paludi.
Addio belle nubi kleksografiche!
Addio bei tramonti di cinabro!
Scricchiolano sotto i piedi
i piccoli obici delle ghiande
(pesante al figliuol prodigo!).
Un triste ritornello fischia sul labbro.
Addio belle notti crittografiche!
E il sonno che non viene più...
Oh ma quando ci sarai tu
e metterai nelle lenzuola
dei mazzetti odorosi di lavanda!
CORRADO GOVONI
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martedì 16 novembre 2010
domenica 29 novembre 2009
LA SIESTA DEL MICIO
E' sereno. Ogni cosa
sembra velata di fatica.
Il pomeriggio è in panna su l'antica
Certosa.
Nel marciapiedi suonano i miei passi.
Si pensa quasi ch€ l'azzurro crepiti.
Dei pugnali di sole tiepidi
feriscono il cuore dei tassi.
Sopra un tetto s'illuminan dei coppi.
De le finestre sono infiorate.
Il vento pettina le sue chiome arruffate
ne lunghi pettini dei pioppi.
De le campane di un convento vicino
spennellan l'aria d'una loro festa.
Sul davanzale un bianco micio fa la siesta
a gambe a l'aria, come un maialino.
CORRADO GOVONI
sembra velata di fatica.
Il pomeriggio è in panna su l'antica
Certosa.
Nel marciapiedi suonano i miei passi.
Si pensa quasi ch€ l'azzurro crepiti.
Dei pugnali di sole tiepidi
feriscono il cuore dei tassi.
Sopra un tetto s'illuminan dei coppi.
De le finestre sono infiorate.
Il vento pettina le sue chiome arruffate
ne lunghi pettini dei pioppi.
De le campane di un convento vicino
spennellan l'aria d'una loro festa.
Sul davanzale un bianco micio fa la siesta
a gambe a l'aria, come un maialino.
CORRADO GOVONI
mercoledì 8 ottobre 2008
martedì 12 agosto 2008
mercoledì 9 luglio 2008
O astemie rane,
o rabdomanti rane,
o macrocefale rane,
fate silenzio!
Non sentite la serenata
lunga dell’usignolo
laggiù dietro il fiorito brolo,
che sembra vomitare
un lungo interminabile filo d’oro,
simile a un ciarlatano sulla piazza
che si cava dalla bocca
una miracolosa ed infinita
tagliatella di carta colorata
fra la stupefazione dei villani?
Il cocomero giallo della luna
spunta di dietro ai pioppi:
Maccheroniche nuvole di cenere
volano per il cielo violetto.
Le ranocchie continuano a gridare.
Hanno l’aria di strane lavandaie
che sciacquano nella laguna
il vestito di notte della luna.
CORRADO GOVONI
o rabdomanti rane,
o macrocefale rane,
fate silenzio!
Non sentite la serenata
lunga dell’usignolo
laggiù dietro il fiorito brolo,
che sembra vomitare
un lungo interminabile filo d’oro,
simile a un ciarlatano sulla piazza
che si cava dalla bocca
una miracolosa ed infinita
tagliatella di carta colorata
fra la stupefazione dei villani?
Il cocomero giallo della luna
spunta di dietro ai pioppi:
Maccheroniche nuvole di cenere
volano per il cielo violetto.
Le ranocchie continuano a gridare.
Hanno l’aria di strane lavandaie
che sciacquano nella laguna
il vestito di notte della luna.
CORRADO GOVONI
mercoledì 18 giugno 2008
Paesello
fra smeraldi di monti
una penna nera dietro un muro sereno
un ruscello
con la voce di due passeri in rissa
un diroccato castel d’edera
che nel cielo s’inabissa
una chiesina
dalla faccia di centenaria
tutta rughe chissà se piange o ride
dal gruppo delle case nere
con la sua campanina
che invita sta qui
sta qui
l’amore la felicità
la pace
svanisce tutto come un fiocco d’aria
quando tace.
CORRADO GOVONI
fra smeraldi di monti
una penna nera dietro un muro sereno
un ruscello
con la voce di due passeri in rissa
un diroccato castel d’edera
che nel cielo s’inabissa
una chiesina
dalla faccia di centenaria
tutta rughe chissà se piange o ride
dal gruppo delle case nere
con la sua campanina
che invita sta qui
sta qui
l’amore la felicità
la pace
svanisce tutto come un fiocco d’aria
quando tace.
CORRADO GOVONI
mercoledì 12 marzo 2008
IL MIO PAESE
Lo illumina la luna e spazza il vento;
ma più di lui nessuno a primavera
ha ranuncoli e nuvole d’argento:
nei cieli neve che non fa paura,
oro e d’oro lungo gli argini
nella sua terra screpolata e oscura.
CORRADO GOVONI
ma più di lui nessuno a primavera
ha ranuncoli e nuvole d’argento:
nei cieli neve che non fa paura,
oro e d’oro lungo gli argini
nella sua terra screpolata e oscura.
CORRADO GOVONI
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