Una candela basta. Un lume fioco
meglio s'addice all'amoroso gioco,
quando le Ombre giungon del Piacere
a popolare le mie tristi sere.
Una candela basta. Troppa luce
non abbia la mia stanza questa sera,
mentre la fantasia mi riconduce
a un sogno che si scioglie come cera.
KOSTANTIN KAVAFIS, TR. LORENZA FRANCO
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martedì 7 giugno 2011
lunedì 27 dicembre 2010
MARE MATTUTINO
Ecco, mi fermo qui. Che veda anch'io
un poco di natura e questo mare,
che il suo azzurro col ciel vuol confrontare
privo di nubi, nello scintillio
della sabbia citrina sulla riva.
Ecco, mi fermo qui, e che m'illuda
dii mirar ciò che vedo veramente,
l'ìattimo in cui m'arresto finalmente,
con una mente sgomberata e nuda
di fantasie e ricordi. Ora è viva.
COSTANTINO KAVAFIS, TR. LORENZA FRANCO
un poco di natura e questo mare,
che il suo azzurro col ciel vuol confrontare
privo di nubi, nello scintillio
della sabbia citrina sulla riva.
Ecco, mi fermo qui, e che m'illuda
dii mirar ciò che vedo veramente,
l'ìattimo in cui m'arresto finalmente,
con una mente sgomberata e nuda
di fantasie e ricordi. Ora è viva.
COSTANTINO KAVAFIS, TR. LORENZA FRANCO
giovedì 22 aprile 2010
VOCI DOLCI
Le voci più dolci sono quelle
per sempre mute, quelle che si ascoltano
solo dentro il cuore triste a lutto.
Povere e timorose tornano nei sogni
le malinconiche voci,
e riportano alla memoria, così debole,
i cari morti, che la fredda fredda
terra ricopre, per loro non splende mai
con un sorriso il mattino,
né fiorisce la primavera.
Piangono le voci melodiose, e nell’anima
riecheggia la prima poesia della vita –
come una musica notturna, lontana.
COSTANTINO KAVAFIS, TR. GIUSEPPE D’AMBROSIO ANGELILLO
per sempre mute, quelle che si ascoltano
solo dentro il cuore triste a lutto.
Povere e timorose tornano nei sogni
le malinconiche voci,
e riportano alla memoria, così debole,
i cari morti, che la fredda fredda
terra ricopre, per loro non splende mai
con un sorriso il mattino,
né fiorisce la primavera.
Piangono le voci melodiose, e nell’anima
riecheggia la prima poesia della vita –
come una musica notturna, lontana.
COSTANTINO KAVAFIS, TR. GIUSEPPE D’AMBROSIO ANGELILLO
lunedì 24 agosto 2009
PERCHE' TORNINO
Mi basta una candela. Il suo lume gracile
Meglio propizia, con più pietà, l'incontro
Coi fantasmi, che tornano, d'amore
Mi basta una candela. Mia camera, stasera
Rimani semibuia. Mi voglio perdere
Nell'indeterminato e nella Suggestione,
E in quest'alito minimo di luce
Attirare visioni
Di fantasmi, che tornano, d'amore...
COSTANTINO KAVAFIS, TR. GUIDO CERONETTI
Meglio propizia, con più pietà, l'incontro
Coi fantasmi, che tornano, d'amore
Mi basta una candela. Mia camera, stasera
Rimani semibuia. Mi voglio perdere
Nell'indeterminato e nella Suggestione,
E in quest'alito minimo di luce
Attirare visioni
Di fantasmi, che tornano, d'amore...
COSTANTINO KAVAFIS, TR. GUIDO CERONETTI
domenica 5 luglio 2009
CANDELE
I giorni del futuro si ergono davanti a noi
come una fila di piccole candele accese -
delle piccole candele dorate, calde e piene di vita.
I giorni trascorsi restano indietro,
una triste fila di candele appena spente;
le più vicine ancora fumanti,
candele fredde, fuse e piegate.
Io non voglio vederle; il loro aspetto mi affligge,
come mi affligge ricordare i loro primi bagliori.
Io guardo, in avanti, le mie candele accese.
Io non voglio rigirarmi per constatare con orrore
come si allunmga veloce l'oscura fila,
come aumentano veloci le candele spente.
COSTANTINO KAVAFIS, TR. GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO.
come una fila di piccole candele accese -
delle piccole candele dorate, calde e piene di vita.
I giorni trascorsi restano indietro,
una triste fila di candele appena spente;
le più vicine ancora fumanti,
candele fredde, fuse e piegate.
Io non voglio vederle; il loro aspetto mi affligge,
come mi affligge ricordare i loro primi bagliori.
Io guardo, in avanti, le mie candele accese.
Io non voglio rigirarmi per constatare con orrore
come si allunmga veloce l'oscura fila,
come aumentano veloci le candele spente.
COSTANTINO KAVAFIS, TR. GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO.
domenica 14 giugno 2009
Molto ho guardato la bellezza
e ne è piena la vista.
Linee del corpo. Rosse labbra. Corpo voluttuoso.
Capelli come presi da statua greca:
sempre belli, anche spettinati,
che ricadono appena sulla candida fronte.
Visi dell'amore, come li voleva
il mio verso... nelle notti della mia giovinezza,
nelle mie notti, nascostamente incontrati...
COSTANTIN KAVAFIS, TR. TINO SANGIGLIO
e ne è piena la vista.
Linee del corpo. Rosse labbra. Corpo voluttuoso.
Capelli come presi da statua greca:
sempre belli, anche spettinati,
che ricadono appena sulla candida fronte.
Visi dell'amore, come li voleva
il mio verso... nelle notti della mia giovinezza,
nelle mie notti, nascostamente incontrati...
COSTANTIN KAVAFIS, TR. TINO SANGIGLIO
martedì 19 maggio 2009
I SAPIENTI ANCHE QUANTO S'AVVICINA...
Gli uomini conoscono il presente,
solo gli dèi conoscono il futuro,
ciascun di loro padrone sicuro
di tutto ciò che brilla splendente.
Ma del futuro soltanto i sapienti
avvertono ciò che sta per avvenire,
e, turbati, a un tratto sanno udire
voci segrete di fatti imminenti.
Vi tendono l'orecchio piamente,
mentre la gente sorda nella via,
a sottile insensibile armonia,
sol presagisce l'attimo che mebte.
COSTANTIN KAVAFIS, TR. LORENZO FRANCO
solo gli dèi conoscono il futuro,
ciascun di loro padrone sicuro
di tutto ciò che brilla splendente.
Ma del futuro soltanto i sapienti
avvertono ciò che sta per avvenire,
e, turbati, a un tratto sanno udire
voci segrete di fatti imminenti.
Vi tendono l'orecchio piamente,
mentre la gente sorda nella via,
a sottile insensibile armonia,
sol presagisce l'attimo che mebte.
COSTANTIN KAVAFIS, TR. LORENZO FRANCO
lunedì 6 aprile 2009
LE VOCI
Dei morti, dei perduti
Come morti, per noi, voci ideali,
Amatissine voci.
Udibili nei sogni, talvolta;
Dalla mente pensosa,
A volte, percepite.
Nel loro suono,
Del poetico aprirsi, per un attimo,
Di questa nostra vita qualche accento
Riaffiora: e già è un lontano
Nella notte, di musica, svanire.
COSTANTIN KAVAFIS, TR.GUIDO CERONETTI
Come morti, per noi, voci ideali,
Amatissine voci.
Udibili nei sogni, talvolta;
Dalla mente pensosa,
A volte, percepite.
Nel loro suono,
Del poetico aprirsi, per un attimo,
Di questa nostra vita qualche accento
Riaffiora: e già è un lontano
Nella notte, di musica, svanire.
COSTANTIN KAVAFIS, TR.GUIDO CERONETTI
sabato 21 febbraio 2009
IL VECCHIO
In un caffè rumoreggiante un vecchio
Seduto a un tavolino tutto solo
Sta, con un giornale.
Miseranda vecchiezza, che lo rende
Tristemente pensoso della vita
Che mai fu - nel pieno del vigore,
Della bellezza sapiente - posseduta.
Si sa invecchiato, molto:
Scrutandosi lo intende.
Ma il tempo giovanile quasi ieri
Gli appare. E breve breve
L’intervallo trascorso…
Riflettendo
Sente che la saggezza lo derise:
Le credette, fu pazzo! - Hai molto tempo;
Rimanda… - gli diceva.
Quell’impostora.
Effusioni stroncate, gioie sacrificate.
Al suo delirio di saggio le occasioni
Svaporate fanno le fiche.
Tutto quel bere ragioni e ricordi
Il vecchio strema. Sul tavolino
Vinta dal sonno la sua testa cade.
COSTANTINOS KAVAFIS, TR. GUIDO CERONETTI.
Seduto a un tavolino tutto solo
Sta, con un giornale.
Miseranda vecchiezza, che lo rende
Tristemente pensoso della vita
Che mai fu - nel pieno del vigore,
Della bellezza sapiente - posseduta.
Si sa invecchiato, molto:
Scrutandosi lo intende.
Ma il tempo giovanile quasi ieri
Gli appare. E breve breve
L’intervallo trascorso…
Riflettendo
Sente che la saggezza lo derise:
Le credette, fu pazzo! - Hai molto tempo;
Rimanda… - gli diceva.
Quell’impostora.
Effusioni stroncate, gioie sacrificate.
Al suo delirio di saggio le occasioni
Svaporate fanno le fiche.
Tutto quel bere ragioni e ricordi
Il vecchio strema. Sul tavolino
Vinta dal sonno la sua testa cade.
COSTANTINOS KAVAFIS, TR. GUIDO CERONETTI.
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