L'iirealtà - o anima immortale sàppilo -
Pèerversa non è maccinazione o atroce
Dell'Oggi Nostro ligi anzi bàdale
Mentre l'attrito urti sul torto declivio
Svolto in ovvio quotidiano
Controfigura
Dell'eterno è svelta e attorno si affaccia eccola
Brivido entro te risulta e qui risalto
Insolito dà alle cose d'uso a cui sfugge.
EDOARDO CACCIATORE
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venerdì 22 gennaio 2010
giovedì 31 luglio 2008
venerdì 6 giugno 2008
sabato 22 marzo 2008
Forse a notte avrò un bosco le
sue fronde lunate, le sue vette
di pini e d’indaco le scoccanti
note dei suoi gufi camminerò
forse radendo felici agrifogli ignoto
incontrerò la radura, l’altare
Non so dove sarò io al dilagare
Della notte giù dal cielo.
Forse avrò un bosco, grande e mareggiato
dove le pigne fermano i nidi a stelle
lì duro, altissimo, incurvato
il cielo scende sopra le pietre dell’
altare.
EDOARDO CACCIATORE
sue fronde lunate, le sue vette
di pini e d’indaco le scoccanti
note dei suoi gufi camminerò
forse radendo felici agrifogli ignoto
incontrerò la radura, l’altare
Non so dove sarò io al dilagare
Della notte giù dal cielo.
Forse avrò un bosco, grande e mareggiato
dove le pigne fermano i nidi a stelle
lì duro, altissimo, incurvato
il cielo scende sopra le pietre dell’
altare.
EDOARDO CACCIATORE
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