Mi ha donato il suo giovane amore
una sera nel fresco del bosco.
Nell’odoroso crepuscolo la terra affondava,
mentre una terra batteva l’ore.
Per sentieri invitanti tra macchie e cespugli
Nel paradiso più buio delle driadi
Andavam beatamente dimentichi,
in sogni di cruda audacia giovanile.
Sonava su dai recessi notturni
Inno nuzial di corde sussurranti;
volava dagli abeti, dalle rose canine
sui pendii e sui prati di trifoglio.
Punto d’argento nel cielo turchino,
stava a sbirciare Venere, sovranamente immota,
noi caduti l’uno nelle braccia dell’altro
a sentire doppio nei petti il suo fervido battito.
Scendemmo insieme giù per la valle,
dove il ruscello scorre così muto,
bevemmo al fonte in tazza di scorza
il fuoco delle labbra arse dai baci.
Per un prato fiorito d’orchidee
vagammo, ebbri di estive fragranze,
il capo levato su dalle stelle
in una febbre di pensieri ondeggianti.
ERIK AXEL KARLFELDT, TR. DARIA ROSSI
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mercoledì 24 marzo 2010
lunedì 30 giugno 2008
Erica bella
su le magre lande,
Tu miglior fiore dei miei anni verdi..
Posso attendere ancora
Presso di te nella pace dei sogni
un dì di sole, quando l’austro soffia.
Qui le capanne inonda
un aroma di spezie
dai virenti ginepri e il rosso timo
e porge il vento
la bevanda che bolle
di vigor della piana e ardore estivo.
Qui seguirà
− quando fiotteran l’aure
un dì di sole− quella ch’io andrò a cercare lontano.
Qui le domanderò se col mio fuoco
possa ella la mia bella landa amare.
Nella ghirlanda
che porterà danzando
una sera di cui saporo la gioia lontana,
intreccerò dell’erica
perché ella non dimentichi
dove io nacqui e divagai fanciullo.
ERIK AXEL KARFELDT, TR. DARIA ROSSI
su le magre lande,
Tu miglior fiore dei miei anni verdi..
Posso attendere ancora
Presso di te nella pace dei sogni
un dì di sole, quando l’austro soffia.
Qui le capanne inonda
un aroma di spezie
dai virenti ginepri e il rosso timo
e porge il vento
la bevanda che bolle
di vigor della piana e ardore estivo.
Qui seguirà
− quando fiotteran l’aure
un dì di sole− quella ch’io andrò a cercare lontano.
Qui le domanderò se col mio fuoco
possa ella la mia bella landa amare.
Nella ghirlanda
che porterà danzando
una sera di cui saporo la gioia lontana,
intreccerò dell’erica
perché ella non dimentichi
dove io nacqui e divagai fanciullo.
ERIK AXEL KARFELDT, TR. DARIA ROSSI
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