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lunedì 23 maggio 2011

LA PAROLA

Sentiamo scendere attraverso la nostra ombra
una parola. Che rumore di speranza o di sconforto
viene a portarci? Lo ignoriamo... Lentamente, essa passa
come una lacrima, rotonda, senza ancora voce.

Uno accanto all'altro, chiediamo che amaro sale
l'abbia raccolta e resti a brillare sulle nostre labbra:
solo le mani che dentro una stella s'erano incontrate
potranno sostenere, alzate, il suo peso.

Saremo così puri e semplici come quel gesto
di fedeltà? In ogni movimento, persiste la stessa luce
- il contorno di una voce che ci chiama e che ci riunisce.

Apriremo poi in direzione di quella parola
i nostri corpi, le labbra, le viscere d'oro
perché nasca il silenzio, lento, come un fiore.

FERNANDO GUIMARAES, TR. MANUEL G. SIMOES

sabato 12 febbraio 2011

LA PAROLA E' OCCULTA

La parola è occulta nella sua tomba,
Lentamente, sul mistero degli alberisi ergono i frutti più sereni, ei bimbi
canano dove termina la memoria delle rose.

Ma noi siamo soli sulla tomba delle parole.

Un uccello vola verso il fuoco
e i nostri capelli ne ricevono appena l'ombra.
Come la castità. la morte è venuta a unirci all'amore
quando i mesi ricordano la sua soglia impura.

Sugli altari, contempliamo il pane
che ferisce i corpi con le sue spie;
il sangue ha percorso le vene di ogni autunno
e il cuore riceve i suoi raccolti.

Ma noi siamo soli sulla tomba delle parole.

FERNANDO GUIMARAES, TR. MANUEL G. SIMOES