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domenica 22 maggio 2011

L'assenza di dio è un dio anch'essa.

FERNANDO PESSOA, TR. FRANCESCO ZAMBON

sabato 7 maggio 2011

SULLA SPIAGGIA

Sulla spiaggia deserta,.
di fronte al mare,
la mia anima si desta
per non pensare.

Le onde arrivano,
si infrangono lucenti;
e io sogno, sorridendo,
solo per vederle venire...

Inutile paesaggio
di spuma e nessuno...
Tornano alla voragine...
Torno anch'io.

FERNANDO ANTOBNIO NPGUEYRA PESSOA, TR. PIERO CECCUCCI

venerdì 15 aprile 2011

COME UN VENTO

Come un vento nella foresta,
la mia emozione non ha fine,
niente sono, niente mi resta.
Non so chi sono per me.

E come negli albereti
v'è grande fruscio di foglie,
anch'io agito segreti
nel fondo dell'immagine mia.

E il grande rumore del vento
che le foglie coprono col suono
mi spoglia dei pensieri:
Sono nessuno, temo d'esser buono.

FERNANDO PESSOA, TR. PIERO CECCUCCI E ORIETTA ABBATI

mercoledì 19 gennaio 2011

NATALE

Nasce un dio. Altri muoiono. La Verità
né venne, né se ne andò: mutò l'Errore.
Abbiamo adesso un'altra Eterniutà
e ciò che passò era sempre migliore.

Cieca, la Scienza lavora l'inutile gleba.
Folle, la Fede vive il sogno del suo culto.
Un nuovo dio è solo una parola.
Non cercare, né credere: tutto è occulto.

FERNANDO PESSOA, TR. M. GASPARINI

sabato 27 novembre 2010

CUSTODE DI GREGGI, XXVII

Solo la Natura è divina, ed essa non è divina...

Se parlo di lei come di un ente
E' che per parlar di lei devo usare il linguaggio degli
[uomini
Che dà personalità alle cose,
E impone nomi alle cose.

Ma le cose non hanno nomi né personalità:
Esistono, e il cielo è grande e laterra ampia,
E il nostro cuore delle dimendioni di un pugno chiuso...

Benedetto sia io per tutto quanto non so.
Godo tutto questo come chi sa che c'è il Sole.

ANTONIO FERNANDO NOGUEIRA PESSA/ALBERTO CAEIRO, TR. PIERLUIGI RAULE

mercoledì 29 settembre 2010

Grandi misteri abitano
la soglia del mio essere,
la soglia dove esitano
grandi uccelli che fissano
il mio tardivo andar al di là di vederli.

Sono uccelli pieni di abisso,
come ci sono nei sogni.
Esito se scandaglio e medito,
e per la mia anima è cataclisma
la soglia dove essa sta.

Allora mi sveglio dal sogno
e mi rallegro della luce,
seppure malinconico giorno;
perché la soglia è paurosa
e ogni passo una croce.

FERNANDO ANTONIO NOGUEIRA PESSOA, TR. ANTONIO TABUCCHI

sabato 14 agosto 2010

ULISSE

Il mito è il nulla che è tutto.
Lo stesso sole che apre i cieli
è un mito brillante e muto –
il corpo morto di Dio,
vivente e nudo.

Questi, che qui approdò,
fu nel suo non esistere.
Senza esistere ci bastò.
Per non essere venuto venne
e ci creò.

Così la leggenda scorre
penetrando nella realtà,
e a fecondarla trascorre.
Più giù, lsa vita, metà
di nulla, muore.

FERNANDO ANTONIO NOGUEYRA PESSOA, TR. FRANCESCO ZAMBON

lunedì 19 luglio 2010

Quando i bimbi giocano
e li odo giocare,
qualcosa nella mia anima
comincia arallegrarsi

e tutta quell'infanzia
che non ebbi mi viene
in un'onda di allegria
che non fu di nessuno.

Se chi fui è un enigmi,
e chi sarò visione,
chi sono almeno questo
sento nel cuore.

FERNANDO ANTONIO NOGUEIRA PESSOA, TR. ANTONIO TABUCCHI

domenica 4 luglio 2010

Se io, ancir che nessuno
potessi avere sul volto
quel lampo fugace
che quegli alberi hanno,

avrei quella gioia
che le cose al di fuori,
perché la gioia è dell'attimo;
dispara col sole che gela.

Qualunque cosa m'avrebbe meglio
giovato della vita che vivo:
vivere questa vita di estraneo
che da lui, dal sole, mi era venuta!

FERNANDO PESSOA, TR. ANTONIO TABUCCHI

giovedì 27 maggio 2010

Da quasi un anno non scrivo.

Greve, la meditazione

mi fa persona cui non debbo

troncar l’attenzione.



Provo nostalgia di me,

di quando, l’anima alienata

io ero il non esser così,

e i versi venivano da niente.



Oggi penso quanto faccio,

scrivo sapendo quel che dico…

Per chi scende dallo spazio

questo crepuscolo antico?



FERNANDO ANTONIO NOGUEIRA PESSOA, TR. LUIGI PANARESSE

giovedì 6 maggio 2010

Quel che sia la vita e la morte
nessuno lo sa o lo saprà
qui dove la vita e la sorte
muovono le cose che sono.

Ma, quale che sia l’enigma
dell’esserci qui qualche cosa,
avrà di me stesso la stigma
dell’ombra in cui l’ho vissuto.

FERNANDO PESSOA, TR. ANTONIO TABUCCHI

domenica 14 marzo 2010

Ho principalmente il non aver nulla,
dpormire sarebbe sonno se lo avessi.

FERNANDO ANTONIO NOGUEIRA PESSOA, TR. ANTONIO TABUCCHI

giovedì 7 gennaio 2010

Quand'ero bambino,
vissi, non sapendo
solo per avere oggi
quella ricordanza.

E' oggi che sento
quello che fui.
La mia vita fluisce
fatat di ciò che mento.

Ma in questa prigione,
libro unico, leggo
il sorriso estraneo
di chi fui allora.

FERNANDO PESSOA, TR. LUIGI PANARESE

domenica 20 dicembre 2009

L'abisso è il muro che ho.
Essere io non ha misura.

FERNANDO PESSOA, TR. FRANCESCO ZAMBON

giovedì 15 ottobre 2009

Mare anteriore a noi, le tue parole
avevano corallo e spiaggia e alberete.
Disvelate la notte e la caligine,
le trascorse tormente ed il mistero,
il Lontano sbocciava, e il siderale Sud
splendeva sulle azzurre navi dell'iniziazione.

Severa linea della costa remota -
quando la nave si approssima sorge la proda
in alberi in cui il Lontano nulla aveva;
più vicino, la notte si apre in suoni e colori;
allo sbarco ci sono uccelli, fiori,
dove era solo, di lontano, la linea astratta.

Il sogno è scorgere le forme invisibili
dalla vaga distanza e, con sensibili
moti della speranza e della volontà,
cercare sulla fredda linea dell'orizzonte
albero, spiaggia, fiore, uccello, fonte -
i baci meritati della Verità.

FERNANDO PESSOA, TR. FRANCESCO ZAMBON

martedì 8 settembre 2009

Non tenere niente tra le mani
neannche un ricordo nell'anima,

ché quando ti metteranno
in mano l'obolo estremo,

nell'aprirti le mani
niente da esse cadrà.

Quale trono ti possono dare
che Atropo non si prenda?

Quali allori che non appassiscano
negli arbitrii di Minosse?

Quali ore che non ti rendano
della statura dell'ombra

che tu sarai arrivando
nella notte alla fine della strada.

Cogli i fiori ma lasciali
cadere appena li hai guardati.

Siediti al sole. Abdica
e sii re di te stesso.

FERNANDO ANTONIO NOGUEIRA PESSOA/RICARDO REIS, TR. ANTONIO TABUCCHI

sabato 4 luglio 2009

L'abisso è il muro che ho
lò'essere io non ha una misura.

ANTONIO FERNANDO NOGUEIRA PESSOA, TR. ANTONIO TABUCCHI

lunedì 1 giugno 2009

Pensare a Dio è disobbedire a Dio,
Perché Dio volle che non lo conoscessimo
Per questo non ci si mostrò...

Restiamo semplici e calmi,
Come i ruscelli e gli alberi,
E Dio ci amerà facendoci
Belli come gli alberi e i ruscelli,
E ci darà verdezza nella sua primavera,
E un fiume dove andare quando finiremo!...

ANTONIO FERNANDO NOGUEIRA PESSOA/ALBERTO CAEIRO, TR. PIERLUIGI RAULE

venerdì 10 aprile 2009

ULISSE

Il mito è il nulla che è tutto.
Lo stesso sole che apre i cieli
è un mito brillante e muto -
il corpo morto di Dio
vibente e nudo.

Questi, che qui approdò,
fu per il non essere esistente.
Senza esistere ci bastò.
Per non essere venuto venne
e ci creò.

Così la leggenda si dipana
entrando nella realtà,
e a fecondarla decorre.
In basso la vita,
di nulla, muore.
ANTONIO FERNANDO NOGUEIRA PESSOA, TR. ANTONIO TABUCCHI

sabato 14 febbraio 2009

EPITAFFIO SCONOSCIUTO

Quanto più si dirige nel vasto informe l’anima,
tanto più a te, lare anteriore, dal fondo
dell’emozione ritorna, o Cristo, e dorme
nelle braccia il cui amore è la consumazione del mondo.
FERNANDO ANTONIO NOGUEIRA PESSOA, TR. FRANCESCO ZAMBON