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martedì 28 dicembre 2010

ULTIME SULLE ROSE

Quando da qui si guarda l'età del passato
veramente diventa possibile l'amore
.Mai così belli i visi e veri i pensieri
come quando stiamo per separtarci, amici.
Esercizio della ragione e sentimentoù
sono due cose evivacemente si legano
come la rosa è forma di mente e stupore.

FRANCO FORTINI

lunedì 8 novembre 2010

NOVEMBRE AL PALAZZO REALE

Quella strada, mi sembra, porta
a Treviglio, quell'altra al lago di Como.
Guarda, vicino a quellsa panchina storta
c'è uno che lava la moto e un altro uomo, e un altro uomo

più lontano, legge il giornale.
Verso l'autodromo qualcosa brucia; o sarà bruma.
Qui a Monza non ci venivo da tanti anni, ma è uguale
a tanti anni fa. Mica stoppie, è che fuma

la nebbia e sono appena passate le tre.
A destra, vedrai le vecchie scuderie.
Non c'è da sbagliare. Trovi due vie:
una è per Sesto, la tua è davanti a te.

FRANCO FORTINI

NOVEMBRE AL PARCO REALE

Quella strada, mi sembra, porta
a Treviglio, quell'altra al lago di Como.
Guarda, vicino a quellsa panchina storta
c'è uno che lava la moto e un altro uomo, e un altro uomo

più lontano, legge il giornale.
Verso l'autodromo qualcosa brucia; o sarà bruma.
Qui a Monza non ci venivo da tanti anni, ma è uguale
a tanti anni fa. Mica stoppie, è che fuma

la nebbia e sono appena passate le tre.
A destra, vedrai le vecchie scuderie.
Non c'è da sbagliare. Trovi due vie:
una è per Sesto, la tua è davanti a te.

FRANCO FORTINI

lunedì 16 agosto 2010

STAGIONI, III

Come ad una ad una le foglie mutano
e dove sarà cominciato questo riposo dei campi.
Credo dalla primavera lontanissima
qualche erba non vista si spense per questo tramonto
e maturava questo odore di vigna,
questo pianto quieto dei grandi monti.

FRANCO FORTINI

lunedì 25 gennaio 2010

LA VETTA DELL'ALBERO

Stasera ci vedremo. Ci diremo
parole che potrebbero portarci
per sempre lontani da noi. Ma anche è possibile
che dopo il sonno o dopo molti sonni
si venga a una notte chiarissima, a un'altra
giornata da intraprendere.
E ora mi chiedo
dov'è la forza che prego per noi.

Se tra i miei occhi alal radice della fronte
o sotto lo sterno dove il sussulto si ostina
o nella vetta dell'albero che spia la pioggia
o in te che patisci sulle piccole spalle

il peso del dio senza conoscerlo.

FRANCO FORTINI

sabato 8 agosto 2009

FALSO SONETTO

Debole spirito, alito tenace
ch’abiti dove più buia è la mente,
dove ogni grido scende nella pace
e i giorni chiusi, l’erba e i visi spenti,

tu non lasciarmi ora che intendo quanti
pochi anni ancora andrò così nel giorno.
Parte di me già copre l’ombra; e sperde
Il vento, se le mani tendo, in polvere.

Tu appena un fiato sei della mia polvere.
Come alle fronde ferme nelle notti
D’afa dall’aria sottili parole,

parole ancora dal fondo dei sonni
so che anzi l’alba mi rechi. Ma il giorno
non le ritrova e non le riconosco.
FRANCO FORTINI

lunedì 27 ottobre 2008

Ah, lo squillo delle scuri alle cinque, i ginepri
dove stridono i tordi e così via.

Non passa più la corriera dell mattino
Non ascoltiamo più. Non abbiamo la forza
di mozzare quei rovi
che tendono le zanne
smisurate loro.
FRANCO FORTINI

mercoledì 23 aprile 2008

E così una mattina di marzo aprivo le persiane
e rosa tutto fiori c’era un albero
Mi diceva Carlo Thouar che avevo molta fortuna
a non vedere solo case scialbe.
“Sì, è proprio bello”, dicevo.”C’è la magnolia altissima
che ho messo nella poesia. E una volta anche scrissi
dello strido di una foglia
e di uccelli caduti di nido.

Ma quelli non erano qui. Li avevo pianti da bambino.
Che feci una buca in terra per un corpicino
e una croce di stecchi ci avevo messo.
Anche mia figlia da piccola fece lo stesso,
accucciata e severa,
e poi non si trovò mai più dov’era
fra l’erba quel sepolcro.

Fra l’erba…Non è
davvero questione i tempo o di spazio!
Dalla finesta mi discosto, caro Carlo, non sazio.
Eppure lo conosco di che cosa è composto il giardino
fresco fiorito marzolino
dove visi votivi minuti
di spiriti mesti dai rami
come corolle oscillsno.
FRANCO FORTINI

venerdì 7 marzo 2008

COSI' NON FU...

Così non fu, non fu così non era…
Che era?
La volta del cielo
piano si contrae, piano.La fiamma soave
illumina a lungo la sera,
le classi inesorabili dei pini,
le fila liquide fila che marzo
giù tra i sassi divide.
E le erbe bambine, i rospetti perplessi,
le nuvole eccelse rapprese, il mirabile inganno
che sosteniamo tuttavia.
FRANCO FORTINI

sabato 23 febbraio 2008

IL PARCO

Due giovani si amano sembra
in fondo a un'ombra del parco.
Si baciano e stringono, eguali
nelle vesti forse nel sesso.
Più eguali nel non sapere.
Non vedono, non sanno? Oh essi
vedono e sanno, anche l'ultimo
amore è amore, almeno
questo lo sai. E lo spreco
della sera avvelenata,
l'erba lurida, qualcuno
che batte lontano un bastone ai cancelli...
Ecco tutto. E qualche nebbia
dove le anatre s'acquetano
e i pesci neri. [...
.........................]





Vogliono
il loro bene e anche il male,
la consumazione del sangue
e questa l'avranno.
Si alzano. L'erba sporcata
li guarda passare pazienti.
Tu che ci abiti tutti in profondo,
fratello simile aognuno,
immagine tu del possibile,
tocca un attimo la nostra cecità:
che provino orrore del mondo
e così gioia vera.

(FRANCO FORTINI)