Tu hai vissuto, Anche per te c'è il sole
a illuminarti da lontano il capo,
ed i raggi di un'epoca più bella
giungono messaggeri nel tuo cuore.
Tu hai inteso un linguaggio di stranieri
e ne hai chiarita l'anima. Bastò
un segno, poiché tu desideravi.
Per segni da ogni tempo ci parlano gli Dèi.
E fu il prodigio. Come se lo spirito umano
avesse già vissuto dall'origine
il divenire e tutti
gli effetti e il modo antico della vita,
dal primo segno sa ciò che è compiuto
e prende il volto, temerario spirito,
aquila profetessa di bufera,
innanzi la venuta degli Dèi -
FRIEDRICH HOLDERLIN, TR. ENZO MANDRUZZATO
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lunedì 6 giugno 2011
lunedì 16 maggio 2011
ALLA SPERANZA
O speranza, benefica, soave,
che non sdegni la casa di chi ha pena,
tu nobile che ti offri arbitra forte
tra i mortali e i Celesti, dove sei ?
Poco ho vissuto, ma già freddo è il respiro
della mia sera e qquesto mio silenzio
è quello delle ombre. Senza canto
il cuore in petto abbrividendo dorme.
Nel verde della valle dovbe mormora
la sorgente del monte quotidiana
e per me nella luce dell'autunno
il colchico fiorisce, là, o gentile,
in quel silenzio voglio io cercarti;
o nella mezzanotte quando al bosco
fluttua un mondo invisibile e le stelle
brillano come fiori sempre lieti,
apparimi tu, figlia dell'Etere,
dai giardini del Padre: e se non puoi
giungermi come spirito terrestre
atterrisci, atterrisci altrimente il mio cuore!
FRIWEDRICH HOLDERLIN, TR. ENZO MANDRUZZATO
che non sdegni la casa di chi ha pena,
tu nobile che ti offri arbitra forte
tra i mortali e i Celesti, dove sei ?
Poco ho vissuto, ma già freddo è il respiro
della mia sera e qquesto mio silenzio
è quello delle ombre. Senza canto
il cuore in petto abbrividendo dorme.
Nel verde della valle dovbe mormora
la sorgente del monte quotidiana
e per me nella luce dell'autunno
il colchico fiorisce, là, o gentile,
in quel silenzio voglio io cercarti;
o nella mezzanotte quando al bosco
fluttua un mondo invisibile e le stelle
brillano come fiori sempre lieti,
apparimi tu, figlia dell'Etere,
dai giardini del Padre: e se non puoi
giungermi come spirito terrestre
atterrisci, atterrisci altrimente il mio cuore!
FRIWEDRICH HOLDERLIN, TR. ENZO MANDRUZZATO
martedì 8 giugno 2010
GLI DEI
Etere silenzioso, nel dolore
l'anima mi serbasti bella sempre;
ed ai tuoi raggi, Helios, il mio cuore
si elevò spesso a un nobile coraggio.
O buoni Dèi, chi non vi sa è un povero,
ed il suo cuore grezzo non riposa
dalla discordia; il mondo a lui è notte
e non gli cresce il canto né la gioia.
Solo la vostra eterna giovinezza
in chi vi ama nutre l sentimento
dell'infanzia, né mai lasciate il genio umano
il lutto dell'angoscia e dell'orrore.
FRIEDRICH HOLDERLIN, TR. ENZO MANDRUZZATO
l'anima mi serbasti bella sempre;
ed ai tuoi raggi, Helios, il mio cuore
si elevò spesso a un nobile coraggio.
O buoni Dèi, chi non vi sa è un povero,
ed il suo cuore grezzo non riposa
dalla discordia; il mondo a lui è notte
e non gli cresce il canto né la gioia.
Solo la vostra eterna giovinezza
in chi vi ama nutre l sentimento
dell'infanzia, né mai lasciate il genio umano
il lutto dell'angoscia e dell'orrore.
FRIEDRICH HOLDERLIN, TR. ENZO MANDRUZZATO
giovedì 24 dicembre 2009
INVERNO
Quando perduto è il vento alla pianura
lontana, il bianco cade sulla valle,
ma il giorno brilla per un raggio alto,
la festa brilla delle città, alle porte.
Natura che riposa, silenzio di campagne.
Come all'uomo la vita dello spirito,
più alte le distinzioni si dimostrano,
mostra Natura il suo più arduo volto -
non la mitezza della primavera.
25 dicembre
1841
umilissimo
Scardanelli
FRIEDRICH HOLDERLIN, TR. ENZO MANDRUZZATO
lontana, il bianco cade sulla valle,
ma il giorno brilla per un raggio alto,
la festa brilla delle città, alle porte.
Natura che riposa, silenzio di campagne.
Come all'uomo la vita dello spirito,
più alte le distinzioni si dimostrano,
mostra Natura il suo più arduo volto -
non la mitezza della primavera.
25 dicembre
1841
umilissimo
Scardanelli
FRIEDRICH HOLDERLIN, TR. ENZO MANDRUZZATO
martedì 23 giugno 2009
PER IL PERDONO
Essere sacro, la tua pace d'oro
spesso ho turbato, una divina pace.
Hai saputo dolori più profondi
e segreti del vivere: da me.
Dimentica, perdona. Sono nube
che viaggia innanzi alla serena luna.
Ma tu riposi e nuovamente splendi
o dolce luce nella tua bellezza.
FRIEDRICH HOLDERLIN, TR. ENZO MANDRUZZATO.
spesso ho turbato, una divina pace.
Hai saputo dolori più profondi
e segreti del vivere: da me.
Dimentica, perdona. Sono nube
che viaggia innanzi alla serena luna.
Ma tu riposi e nuovamente splendi
o dolce luce nella tua bellezza.
FRIEDRICH HOLDERLIN, TR. ENZO MANDRUZZATO.
mercoledì 27 maggio 2009
A UN ALBERO
...e per eterne vie passavano
su di noi sorridendo i signori del mondo,
sole, luna, stelle; e anche i lampi delle nubi,
i figli ardenti dell'attimo, scherzavano intorno.
Ma nel segreto migrava il Dio del nostro amore,
che non ha invidia, immagine di celesti prìncipi,
e il profumo, l'anima sacra e pura che spesso
tracima, nutrita dall'ora argentea di primavera,
infondeva nel rosso delle sere e nelle onde della notte.
Davvero vivemmo liberi in un'intima vira infinita,
senza pena, tranquilli, uguali in un sogno felice,
ora paghi di noi e ora volando in luoghi lontani,
ma nel profondo essere sempre uniti e viventi.
O albero gioioso! A lungo, a lungo potrei ancora cantare
e perdermi guardando il tuo capo fremente.
Guarda, guarda. Qualcosa si muove, vengono vergini
velate e forse tra loro c'è la mia fanciulla.
Lasciate, lasciate, lo debbo. Addio La vita mi strappa,
perché segua la traccia d'amore, con passo d'infanzia
Ma non mai, o o buono spirito, io voglio scordarti,
o eterno, immagine di chiho più amato.
E se venisse il giorno in cui io fossi con lei
riposerò sotto di te con lei, o spirito amico.
E non ti sdegnerai, ma verserai ombre odorate
ed un suono di canto sui felici.
FRIEDRICH HOLDERLIN, TR. ENZO MANDRUZZATO
su di noi sorridendo i signori del mondo,
sole, luna, stelle; e anche i lampi delle nubi,
i figli ardenti dell'attimo, scherzavano intorno.
Ma nel segreto migrava il Dio del nostro amore,
che non ha invidia, immagine di celesti prìncipi,
e il profumo, l'anima sacra e pura che spesso
tracima, nutrita dall'ora argentea di primavera,
infondeva nel rosso delle sere e nelle onde della notte.
Davvero vivemmo liberi in un'intima vira infinita,
senza pena, tranquilli, uguali in un sogno felice,
ora paghi di noi e ora volando in luoghi lontani,
ma nel profondo essere sempre uniti e viventi.
O albero gioioso! A lungo, a lungo potrei ancora cantare
e perdermi guardando il tuo capo fremente.
Guarda, guarda. Qualcosa si muove, vengono vergini
velate e forse tra loro c'è la mia fanciulla.
Lasciate, lasciate, lo debbo. Addio La vita mi strappa,
perché segua la traccia d'amore, con passo d'infanzia
Ma non mai, o o buono spirito, io voglio scordarti,
o eterno, immagine di chiho più amato.
E se venisse il giorno in cui io fossi con lei
riposerò sotto di te con lei, o spirito amico.
E non ti sdegnerai, ma verserai ombre odorate
ed un suono di canto sui felici.
FRIEDRICH HOLDERLIN, TR. ENZO MANDRUZZATO
domenica 30 novembre 2008
AUTUNNO
Con più alto splendore appare la Natura
dove il giorno si chiude in molte gioie;
è l’anno che si compie nello sfarzo,
dove s’unisce il frutto allo splendore lieto.
Adorno è il cerchio della terra; rari
Suoni nei campi aperti; il sole scalda
mite il giorno autunnale…i campi sono
una vista lontana; spiravano le brezze
tra rami e banchi come un croscio allegro.
Quando cambi si scambiano col vuoto
tutto il senso d’un quadro chiaro vivo
come un quadro, aureolato d’oro ricco.
FRIEDRICH HOLDERLIN, TR. ENZO MANDRUZZATO
dove il giorno si chiude in molte gioie;
è l’anno che si compie nello sfarzo,
dove s’unisce il frutto allo splendore lieto.
Adorno è il cerchio della terra; rari
Suoni nei campi aperti; il sole scalda
mite il giorno autunnale…i campi sono
una vista lontana; spiravano le brezze
tra rami e banchi come un croscio allegro.
Quando cambi si scambiano col vuoto
tutto il senso d’un quadro chiaro vivo
come un quadro, aureolato d’oro ricco.
FRIEDRICH HOLDERLIN, TR. ENZO MANDRUZZATO
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