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domenica 13 febbraio 2011

Bacio assetato la neve che mi assedia
stella senza bocca a illuminare la tua cecità orfana
sono giuntodala linea arida dell'orizzonte e vedo
che là in fondo si abbracciano uomini e uccelli
perché manca il Tempo e le piogge non ci richiamano
procedi mio sangue verso boschi oscuri
procedi mia Voce verso l'inno delle pietre e glorifica
il cielo sparso sulla mia pelle selvatica
è il fuoco che m'insegue d'oceano in oceano
lo vedi come avanza e brucia le mie orme costanti
per partorire altree ceneri?

GEZIM HAJDARI

venerdì 8 ottobre 2010

L'acqua e il silenzio selvaggio
chiamanio e chiamano perché è tardi
i volti sepolti dalle voci
rivolgono la loro preghiera al cosmo
tutto passa attraverso un filo d'orizzonte
che prende fuoco.

GEZIM HAJDARI, TR. DELLO STESSO

martedì 9 marzo 2010

Sono di nuovo solo
di fronte ai tuoi occhi quotidiani
coperto dal nero dei boschi

all'orizzonte nessun grido.

GEZIM HAJDARI

sabato 16 gennaio 2010

Se mi cercherete un giorno a casa
mi troverete polvere e stelle sull'erba
linea sottile che trema nell'orizzonte

se mi chiamerete un giorno nella città
mi troverete tra due sponde
fuoco sospeso

se mi incontrerete un giorno nei sogni
è la mia Voce
che si bagna nella pioggia

GEZIM HAJDARI

domenica 19 ottobre 2008

Quando smetterà di piovere?
Siamo soli coi corpi gelidi
Aspettando il vento
E il sole sprofondato
Nel pomeriggio di ieri.
GEZIM HAJDARI