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domenica 26 dicembre 2010

Oh il freddo, il freddo odore
della cenere spenta!
L'inverno col suo odore
d'alba e di bue, con lenta
narice appanna il vetro
del mio giorno - lo tenta
fino a farlo più tetro
d'una cenere spenta.

Ma è cenere op è colore
ancora, è oggetto, è vento
che penetra nell'ossa
da borea, e dolora
sotto l'illividita
tegola delle dita...?

GIORGIO CAPRONI

martedì 10 febbraio 2009

IL DONO

Tutti riceviamo un dono.
Poi, non ricordiamo più
né da chi né che sia.
Soltanto, ne conserviamo
- pungente e senza condono -
la piena della nostalgia.
GIORGIO CAPRONI

lunedì 24 novembre 2008

Nel sospiro che l’erba
tacitamente a sera
esala, pare che esprima
l’uomo dei suoi riposi
l’ansia. Ma come voci
cadono quali ai vivaci
cieli l’ultime roche
rondini, nemmeno gli echi
restano di tante umane
conversazioni, di tanti
risi e di tanti pianti
sotto le cerule piante.
GIORGIO CAPRONI

sabato 17 maggio 2008

MAGGIO

Al bel tempo di Maggio le serate
si fanno lunghe e all’odore del fieno
che la strada, dal fondo, calda in pieno
lume di luna, le allegre cantate
dall’osterie lontane e le risate
dei giovani in amore, ad un sereno
spazio aprono porte petti. Ameno
mese di maggio! E come alle folate
calde dell’erba risollevi i prati
ilari di chiarore, alle briose
tue arie, sopra i volti illuminati
a nuovo, una speranza di grandiose
tue arie sopra i volti illuminati
a nuovo, una speranza di grandiose
notti più umane scalda i delicati
occhi ed il sangue alle giovani spose.
GIORGIO CAPRONI

mercoledì 5 marzo 2008

Dopo la pioggia la terra
È un frutto appena sbocciato.

Il fiato del fieno bagnato
È più acre - ma ride il sole
Bianco sui prati di marzo
Alla fanciulla che apre la finestra.
GIORGIO CAPRONI