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venerdì 30 gennaio 2009

Non concede che intatti silenzi
questa bellezza in nero e bianco
e nuvole trasparenti, se anche loro,
loro i tuoi sosia, pedinandoti
per anni, attraverso altre facce,
altre paure
qui, nel vetro dell’aria
visibili finalmente come vuoi
solo frammenti di vita,
sussurro di memorie o forse
un rimorso dissimulato appena,
ma infine apparsi
per una minima slogatura del tempo
a lasciare segnali da un’ora
che già non ti appartiene e che sai,
ne sei certo, mai più si salderà
a ogni tuo immaginabile domani.
GIORGIO DEVOTO

mercoledì 17 dicembre 2008

Nel mattino piovigginoso
Di questi viali a squadre
in una città non mia
dove il freddo gonfia i passeri
in cerca di cibo tra lucide
castagne d’India e foglie morte,
m’invento senza nessuna impazienza
e molta cura un’estate personale.
Fino a che il fruscio degli alberi
è respiro del mare
che rompe lungo sulla spiaggia.

E tu che nel sole ridi contenta.
GIORGIO DEVOTO

giovedì 26 giugno 2008

…e d’un tratto ti scopri a guardare
le cose, gli alberi, le persone
che ti sono accanto con angoscia
come di là da un vetro. Attonito.

Forse riflesso di altri alberi, altre
case, altra gente.
Brusìo d’un altrove
che tu non puoi intendere.
Qui,
vicino o laggiù, non sai;

o di un altro esistere ma più acuto,

più nitido.
GIORGIO DEVOTO