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venerdì 4 marzo 2011

Tenere insieme
il tessuto dell'esperienza,
la maglia dei fenomeni fra tanta
irruzione

di fantasmi e d'incubi,
è questo l'arduo
governo della mente,
è il foglio tenuto con le mani
salvo sula fiamma dei sensi,
illeso,
sui marosi dela tempesta
asciutto.

GIORGIO VIGOLO

sabato 25 dicembre 2010

LE MADRI

Dopo passati di là
ci si deve sentire
come convalescenti della vita.
Con incerto passo ci si leva
da un letto di lunghe pene,
vacillando tentiamo la nuova strada.

Ma dolci madri forse ci sorreggono
nell'altra nascita, ci aiutano a uscire
la prima volta dal funebre chiuso
per le vie della città celeste.

Sulle scale d'immense
cattedrali d'azzurro ci conducono
a prendere il nuovo sole
accanto al loro sorriso-

GIORGIO VIGOLO

venerdì 6 agosto 2010

XXIX IL SOGNO DI ABITARE

Il sogno di abitare in una donna,
delirio delle sere sensuali
s'ingiglia entro viventi cattedrali
dove il terrore dolcemente assonna
nelle affettuose tenebre ogivali

e la spirante musica che incurva
le dolci spalle e il liscio delle guance
sembra librata sopra le bilance
che pesano il silenzio delle viole

discese sotto l'occhio che già naufraga...

GIORGIO VIGOLO

mercoledì 14 luglio 2010

LXVIII

Gli amici mi avevano detto:
Aspettaci qui, torneremo a prenderti.
E solo ad aspettare
un'ora, due ore.
Si fa notte: gli amici
si sono scordati: non vengono più.

Stai lì solo,
terribilmente solo.
Ecco cosa vuol dire essere morti;
si scordano di passare a riprenderti.

GIORGIO VIGOLO

giovedì 3 settembre 2009

DIAVOLO

Il diavolo mi fa i dispetti,
mi nasconde le parole
al momento che l'immagine
da anni attesa
balena alla mente.

Scrivi e brucia. La parola
vola sola nella luce.
Se la fermi
sopra il foglio
togli l'oro
alla fenice.

GIORGIO VIGOLO

martedì 14 aprile 2009

Non ti rodere in solitaria rabbia
per l'offerta perenne che ti viene
dal mondo,
ma rivolgite a serene
deità che confortino il tuo lungo
voto alla verità fatta persona.

GIORGIO VIGOLO.

mercoledì 11 marzo 2009

Dopo paurosi giorni
Conosco per brevi attimi il sollievo
D’essere tolto al mio guscio
E riassorbito
Nella serale atmosfera
Della strada lucente di vetrine,
d’occhi, di volti, di fuggenti immagini,
di possibili incontri,
di comunioni ineffabili,

dove la mia ebbra solitudine
di dannato innocente si discioglie
nella nuvola amante
di altre mille e mille vite e attinge
il diapason fremente dell’unisono.

Così mi verso in una foce d’anime,
trabocco in un alone
corale di presenze sconosciute
e comincio da vivo
a sentire il totale
esito dall’esistere diviso.

GIORGIO VIGOLO.

venerdì 14 marzo 2008

Come m’intono all’azzurro!
Come sento gli armonici del sole,
e nelle mie parole
una preghiera luminosa formo!
Un ritmo d’universo
Una forza divina
dalla luce del giorno alla mia voce
penetra e mi fa esente
dalla scoria mortale
per un puro momento.
GIORGIO VIGOLO