Tenere insieme
il tessuto dell'esperienza,
la maglia dei fenomeni fra tanta
irruzione
di fantasmi e d'incubi,
è questo l'arduo
governo della mente,
è il foglio tenuto con le mani
salvo sula fiamma dei sensi,
illeso,
sui marosi dela tempesta
asciutto.
GIORGIO VIGOLO
Visualizzazione post con etichetta Giorgio Vigolo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Giorgio Vigolo. Mostra tutti i post
venerdì 4 marzo 2011
sabato 25 dicembre 2010
LE MADRI
Dopo passati di là
ci si deve sentire
come convalescenti della vita.
Con incerto passo ci si leva
da un letto di lunghe pene,
vacillando tentiamo la nuova strada.
Ma dolci madri forse ci sorreggono
nell'altra nascita, ci aiutano a uscire
la prima volta dal funebre chiuso
per le vie della città celeste.
Sulle scale d'immense
cattedrali d'azzurro ci conducono
a prendere il nuovo sole
accanto al loro sorriso-
GIORGIO VIGOLO
ci si deve sentire
come convalescenti della vita.
Con incerto passo ci si leva
da un letto di lunghe pene,
vacillando tentiamo la nuova strada.
Ma dolci madri forse ci sorreggono
nell'altra nascita, ci aiutano a uscire
la prima volta dal funebre chiuso
per le vie della città celeste.
Sulle scale d'immense
cattedrali d'azzurro ci conducono
a prendere il nuovo sole
accanto al loro sorriso-
GIORGIO VIGOLO
venerdì 6 agosto 2010
XXIX IL SOGNO DI ABITARE
Il sogno di abitare in una donna,
delirio delle sere sensuali
s'ingiglia entro viventi cattedrali
dove il terrore dolcemente assonna
nelle affettuose tenebre ogivali
e la spirante musica che incurva
le dolci spalle e il liscio delle guance
sembra librata sopra le bilance
che pesano il silenzio delle viole
discese sotto l'occhio che già naufraga...
GIORGIO VIGOLO
delirio delle sere sensuali
s'ingiglia entro viventi cattedrali
dove il terrore dolcemente assonna
nelle affettuose tenebre ogivali
e la spirante musica che incurva
le dolci spalle e il liscio delle guance
sembra librata sopra le bilance
che pesano il silenzio delle viole
discese sotto l'occhio che già naufraga...
GIORGIO VIGOLO
mercoledì 14 luglio 2010
LXVIII
Gli amici mi avevano detto:
Aspettaci qui, torneremo a prenderti.
E solo ad aspettare
un'ora, due ore.
Si fa notte: gli amici
si sono scordati: non vengono più.
Stai lì solo,
terribilmente solo.
Ecco cosa vuol dire essere morti;
si scordano di passare a riprenderti.
GIORGIO VIGOLO
Aspettaci qui, torneremo a prenderti.
E solo ad aspettare
un'ora, due ore.
Si fa notte: gli amici
si sono scordati: non vengono più.
Stai lì solo,
terribilmente solo.
Ecco cosa vuol dire essere morti;
si scordano di passare a riprenderti.
GIORGIO VIGOLO
giovedì 3 settembre 2009
DIAVOLO
Il diavolo mi fa i dispetti,
mi nasconde le parole
al momento che l'immagine
da anni attesa
balena alla mente.
Scrivi e brucia. La parola
vola sola nella luce.
Se la fermi
sopra il foglio
togli l'oro
alla fenice.
GIORGIO VIGOLO
mi nasconde le parole
al momento che l'immagine
da anni attesa
balena alla mente.
Scrivi e brucia. La parola
vola sola nella luce.
Se la fermi
sopra il foglio
togli l'oro
alla fenice.
GIORGIO VIGOLO
martedì 14 aprile 2009
mercoledì 11 marzo 2009
Dopo paurosi giorni
Conosco per brevi attimi il sollievo
D’essere tolto al mio guscio
E riassorbito
Nella serale atmosfera
Della strada lucente di vetrine,
d’occhi, di volti, di fuggenti immagini,
di possibili incontri,
di comunioni ineffabili,
dove la mia ebbra solitudine
di dannato innocente si discioglie
nella nuvola amante
di altre mille e mille vite e attinge
il diapason fremente dell’unisono.
Così mi verso in una foce d’anime,
trabocco in un alone
corale di presenze sconosciute
e comincio da vivo
a sentire il totale
esito dall’esistere diviso.
GIORGIO VIGOLO.
Conosco per brevi attimi il sollievo
D’essere tolto al mio guscio
E riassorbito
Nella serale atmosfera
Della strada lucente di vetrine,
d’occhi, di volti, di fuggenti immagini,
di possibili incontri,
di comunioni ineffabili,
dove la mia ebbra solitudine
di dannato innocente si discioglie
nella nuvola amante
di altre mille e mille vite e attinge
il diapason fremente dell’unisono.
Così mi verso in una foce d’anime,
trabocco in un alone
corale di presenze sconosciute
e comincio da vivo
a sentire il totale
esito dall’esistere diviso.
GIORGIO VIGOLO.
Iscriviti a:
Post (Atom)
