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lunedì 18 ottobre 2010

O NOTTE

Dall’ampia ansia dell’alba
Svelata alberatura.

Dolorosi risvegli.

Foglie, sorelle foglie,
Vi ascolto nel lamento.

Autunni,
Moribonde dolcezze.

O gioventù,
Passata è appena l’ira del distacco.

Cieli alti della gioventù,
Libero slancio.

E già sono deserto.

Perso in questa curva malinconia.

Ma la notte sperde le lontananze.

Oceanici silenzi,
Astrali nidi d’illusione,

O notte.

GIUSEPPE UNGARETTI

martedì 9 febbraio 2010

SOLITUDINE

Di giorno mi protegge solitudine
E quando è notte mi fa scudo angoscia.

Nell'ombra mia sigillo il tuo pensiero
Ed è il suo scrigno un'anima fanciulla.

Del primo incontro l'attimo passò
E, breve, il tuo ritorno l'indomani
Mi ha chiuso come un tumulo di secoli.

GIUSEPPE UNGARETTI

SOLITUDINE

Di giorno mi protegge solitudine
E quando è notte mi fa scudo angoscia.

Nell'ombra mia sigillo il tuo pensiero
Ed è il suo scrigno un'anima fanciulla.

Del primo incontro l'attimo passò
E, breve, il tuo ritorno l'indomani
Mi ha chiuso come un tumulo di secoli.

GIUSEPPE UNGARETTI

giovedì 21 gennaio 2010

GIUNONE

Tonda quel tanto che mi dà tormento,
La tua coscia distacca di sull'altra...

Dilati la tua furia un'acra notte!

GIUSEPPE UNGARETTI

lunedì 7 dicembre 2009

SONO MALATO

La malinconia
mi macera

Il corpo dissanguato
mi dissangua
la poesia

GIUSEPPE UNGARETTI

mercoledì 8 luglio 2009

OMBRA

Uomo che speri senza pace,
Stanca ombranella luce polverosa,
L'ultimo caldo se ne andrà a momenti
E vagherai indistinyo...
GIUSEPPE UNGARETTI

giovedì 20 novembre 2008

Magica luna, tanto sei consunta
Che, rompendo il silenzio,
Poggi sui vecchi lecci dell’altura,
Un velo lubrico.
GIUSEPPE UNGARETTI

mercoledì 2 luglio 2008

Udendo il cielo
Spada mattutina
E il monte che gli sale in grembo,
Torno all’usato accordo.

Ai piedi stringe la salita
Un albereto stanco.

Dalla grata dei rami
Rivedo voli nascere.
GIUSEPPE UNGARETTI

lunedì 16 giugno 2008

Morire come le allodole assetate
sul miraggio.

O come la quaglia
Passato il mare
nei primi cespugli
perché di volare
non ha più voglia.

Ma non vivere di lamento
Come un cardellino accecato.
GIUSEPPE UNGARETTI

mercoledì 4 giugno 2008

i giorni e le notti
suonano
in questi miei nervi
di arpa

vivo di questa gioia
malata di universo
e soffro
di non saperla
accendere
nelle mie
parole.
GIUSEPPE UNGARETTI

mercoledì 20 febbraio 2008

O NOTTE

Dell'ampia ansia dell'alba
Svelata alberatura

Dolorosi risvegli.

Foglie, sorelle foglie,
Vi ascolto nel lamento.

Autunni
Moribonde dolcezze.

O gioventù
Passata è appena l'ora del distacco.

Cieli alti della gioventù
Libero slancio.

E già sono deserto.

Perso in questa curva malinconica

Ma la notte sperde le lontananze

Oceanici silenzi,
Astrali nidi d'illusione,

O notte.

GIUSEPPE UNGARETTI