Di nuovo mi sveglia, e chi sarà mai se non
il mio drago affamato,
lo sconforto,
pronto a uccidermi per il pasto quotidiano.
Ma questo odore di pioggia? E' il chiacchierio degli uccelli.
Non occorre neppure che apra gli occhi;
fuori di nuovo tutto in azzurro,
in verde, serico bianco
si raccoglie, diciassettenne, sussurra,
impazientebatte i piedi la sala da ballo:
la primavera che accorda gli strumenti.
GYULA ILLYES, TR. UMBERTO ALBINI
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venerdì 17 giugno 2011
mercoledì 21 luglio 2010
FORESTA
Balenano occhi di belve, fuochi di briganti.
Mi sono ingrandito accanto a te, come una foresta.
Se tu dessi una radura alle mie fiere,
mansuetudine ai tapaci che ho in me!
Tàgliati una strada attraverso me, se hai un dio.
O cercalo qui.
GYULA ILLYES, TR. UMBERTO ALBINI
Mi sono ingrandito accanto a te, come una foresta.
Se tu dessi una radura alle mie fiere,
mansuetudine ai tapaci che ho in me!
Tàgliati una strada attraverso me, se hai un dio.
O cercalo qui.
GYULA ILLYES, TR. UMBERTO ALBINI
domenica 20 giugno 2010
Si sono presi l'un dell'altro, e subito
fu troppo poco unire dita con dita,ù
braccia con braccia, e poi labbra con labbra,
occorre di più come riscontro.
Simile a insetti viventi sotto terra,
all'improvviso divampare della luce
come profonderebbe ogni nostra molecola
nella tua notte, amore!
Ma noi restiamo sempre fuori e sopra,
e sempre qualcosa ci chiama.
Dentro i nostri corpi in una lontananza
astrale arde e arde il cuore.
GYULA ILLYES, TR. ROBERTO RUSPANTI
fu troppo poco unire dita con dita,ù
braccia con braccia, e poi labbra con labbra,
occorre di più come riscontro.
Simile a insetti viventi sotto terra,
all'improvviso divampare della luce
come profonderebbe ogni nostra molecola
nella tua notte, amore!
Ma noi restiamo sempre fuori e sopra,
e sempre qualcosa ci chiama.
Dentro i nostri corpi in una lontananza
astrale arde e arde il cuore.
GYULA ILLYES, TR. ROBERTO RUSPANTI
domenica 28 giugno 2009
FANTASMA
stamani, l'aria è di vetro:
stupito, cammino attraverso un muro di cristallo
e un altro muro,
perché tu veda - anchea se
di sera il mio cuore si incrina -
com'è semplice
vivere un miracolo
vivere ancora.
GYULA ILLYES, TR. UMBERTO ALBINI
stupito, cammino attraverso un muro di cristallo
e un altro muro,
perché tu veda - anchea se
di sera il mio cuore si incrina -
com'è semplice
vivere un miracolo
vivere ancora.
GYULA ILLYES, TR. UMBERTO ALBINI
giovedì 18 settembre 2008
Settanta torrenti
scaturiti fra settanta colline
un ruscello
sorgenti sotterranee
l’acqua piovana
rimbombando il furore degli incendi
gridano al cielo
che una progenie di dèi impazziti
è libera di creare e distruggere ad arbitrio
perché una volta chiocciando per la pace
ha trovato acque stagnanti
e intorno ci vivono uomini.
GYULA ILLYÉS, TR. UMBERTO ALBINI
scaturiti fra settanta colline
un ruscello
sorgenti sotterranee
l’acqua piovana
rimbombando il furore degli incendi
gridano al cielo
che una progenie di dèi impazziti
è libera di creare e distruggere ad arbitrio
perché una volta chiocciando per la pace
ha trovato acque stagnanti
e intorno ci vivono uomini.
GYULA ILLYÉS, TR. UMBERTO ALBINI
giovedì 6 marzo 2008
CANTO DI SERA
Anche questo giorno
come il cacciatore la preda
il carrettiere il carro
il mietitore la fatica
io l’ho portato a casa.
La luce della finestra veglia ancora sulla notte
il Bene
nel Male.
La casa:
qui sono atteso da qualcuno
questo è il mio posto
ma per salario ho un boccone di morte
non il cuore, l’esistenza è sacrilega
resta con me.
GYULA ILLYÉS, TR. UMBERTO ALBINI
come il cacciatore la preda
il carrettiere il carro
il mietitore la fatica
io l’ho portato a casa.
La luce della finestra veglia ancora sulla notte
il Bene
nel Male.
La casa:
qui sono atteso da qualcuno
questo è il mio posto
ma per salario ho un boccone di morte
non il cuore, l’esistenza è sacrilega
resta con me.
GYULA ILLYÉS, TR. UMBERTO ALBINI
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