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mercoledì 13 ottobre 2010

LA ROSA

La rosa,
l’immarcescibile rosa che non canto,
quella che è peso e fragranza,
quella del nero giardino nella notte profonda,
quella di qualunque giardino in qualunque sera,
rosa che risorge dalla tenue
cenere per arte d’alchimia,
rosa dei persiani e di Ariosto,quella che è sempre sola,
quella che è sempre la rosa delle rose,
il giovane fiore platonico,l’ardente e cieco fiore che non canto,
la rosa irraggiungibile.

JORGE LUIS BORGES, TR. LIVIO BACCHI WILCOCK

lunedì 17 maggio 2010

ADAM CAST FORTH

Ci fu un Giardino o il Giardino fu un sogno?
Lento nella luce vaga, mi sono chiesto,
quasi come un conforto, se il passato
di cui questo Adamo, oggi misero, era padrone,

non sarà stato una magica impostura
di quel Dio che ho sognato. È già impreciso
nella memoria il chiaro Paradiso,
ma io so che esiste e che perdura,

anche se non per me. La caparbia terra
è il mio castigo e la incestuosa guerra
di Caini e Abeli è la loro nidiata.

Eppure, è molto avere amato,
essere stato felice, aver toccato
il vivente Giardino, pure solo un giorno.

JORGE LUIS BORGES, TR. LIVIO BACCHI WILCOCK

venerdì 7 agosto 2009

A CARLO XII

Vichingo della steppa, Carlo dodicesimo
di Svezia, che percorresti quel cammino
dal Settentrione al Sud del tuo divino
predecessore Odino, furono la tua gioia
i travagli che muovono la memoria
degli uomini al canto, la battaglia
mortale, il duro orrore della mitraglia,
ferma spada e sanguinosa gloria.
Sapevi che vincere o essere vinti
sono facce di un Caso indifferente,
che non c'è altra virtù che essere coraggiosi
e che il marmo, infine, sarà l'oblio.
Ardi glaciale, più solo del deserto;
nessuno raggiunse la tua anima e ormai sei morto.

JORGE LUIS BORGES, TR. LIVIO BACCHI WILCOCK