Chi piangi se non te stesso
Lo stesso corpo ti corse incontro
quando nascesti dal buio. Tu
solo lo prendesti in grembo,
alla lunga notte delle tue braccia, e
senza dargli un nome lo battezzasti
col tuo aspetto e il tuo udito. Con i migliori
doni del tuo animo, ché a lungo
avevi cercato e atteso. Viste
tante, ma scuotendo il capo,
fatto un cenno e rinunciato.
Perciò tutti lontano, solo
chi guarda troppo dentro di sé
sa che mai non piangerebbe, se non da solo,
da solo se stesso.
JOUNI INKALA, TR. GIORGIO PIERETTO
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domenica 5 giugno 2011
martedì 7 settembre 2010
A CHI RIMANE
“Cambiata la tua vita anche
la tua solitudine t’abbraccia
in modo nuovo,
insolito”
ricordati quanto freddo patirebbero i morti
sotto la pietra di granito senza
noi, anime ardenti, che ancora
lungo la vita, attraverso
questa intatta ferita, alle porte massicce
del cimitero rimboschito di candele
troviamo ancora la forza e continuiamo
carichi del loro e del nostro fardello.
Su questa strada leggera
Che pesante s’allarga, verso nuova casa
Molte vittorie dotali. Attraverso regni coperti
di cicatrici d’illusioni.
JOUNI INKALA, TR. GIORGIO PIERETTO
la tua solitudine t’abbraccia
in modo nuovo,
insolito”
ricordati quanto freddo patirebbero i morti
sotto la pietra di granito senza
noi, anime ardenti, che ancora
lungo la vita, attraverso
questa intatta ferita, alle porte massicce
del cimitero rimboschito di candele
troviamo ancora la forza e continuiamo
carichi del loro e del nostro fardello.
Su questa strada leggera
Che pesante s’allarga, verso nuova casa
Molte vittorie dotali. Attraverso regni coperti
di cicatrici d’illusioni.
JOUNI INKALA, TR. GIORGIO PIERETTO
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