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giovedì 28 gennaio 2010

L'UOMO VISTO DALL'ALTO MARE

Limmobilità d'un fiore come domicilio
l'erba come occupazione di tutta una lungavita
nel cuore di montagne che cercano a tentoni la loro primavera
rapace e seduttrice per quanto intorpidita
una volontà d'uomo muta i costumi dei colori

Pazzo per il color malva egli impaglia accuratamente i suoi sorrisi
marinaio senza specchi si dissolve nel
dileguarsi di musiche che sbarcano
il gusto della presenza umana nel cuore di ogni ruscello

Condividendo l'innocente curiosità di una mela
egli si spoglia dei giorni mano a mano che cresce
si strappa gli uccelli che incupiscono il suo sguardo
senza sapere che essi portano con sé nella tomba
il tratto più visibile del carattere delle sere

JUAN LARREA, TR. VITTORIO BODINI

venerdì 20 febbraio 2009

OLTRE MERAVIGLIA

Febbre alle labbra senza fine gioielli
ogni sera all’ingresso sfarzoso dell’assenza
il mio più bell’oblio quello che t’incanta
resta immobile e fiero come una vecchia cicatrice

Il villaggio degli occhi chiusi riluce tra le foglie
che avrebbero potuto sgualcirti un freddo d’uccello
senza spettatori d’un uccello ruggine e avvicina
la leggenda dorata di un’eterna infanzia.

Eccoci dunque ridotti a uno scambio d’inverni
- depurati nel malinconico crogiolo dei cigni -
ondeggiando nella stessa matrice abbagliante delle notti
in quella gioia così viva che nasce dal confonder tutto.
JUAN LARREA, TR. VITTORIO BODINI.