Quando sarò solo una goccia di pioggia,
un impulso appena verso la luce che sgorga
nel suo rumore di filo d'erba o nel filo dell'aria
che colpisce e colpisce la materia tellurica,
forse qualsiasi nuvola mi porterà in alto,
verso le brezze più soavi che soffiano dall'est
con la sua alata cadenza di infiniti prodigi.
Sarà come guardare il principio del mondo,
come scendere piano dalla pioggia verso l'alba,
dall'alba al ricordo di una giovane famiglia,
con lo splendente mistero dii una essenza
di polline cristallino. Di nuovo la tenerezza
radiante di mia madre aprendo la finestra
al fertile firmamento dove inizoa la vita.
JUSTO JORGE PADRON, TR. GAETANO LONGO\
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venerdì 25 giugno 2010
giovedì 18 febbraio 2010
PROPOSITO
Credetti in quasi tutti i prodigi
e in uno sopratutto.
Ho perso.
Solamente mi resta il fulgore momentaneo
di poche parole non ancora dette.
L'ultima e desolata incertezza.
JUSTO JORGE PADRON, TR. GAETANO LONGO
e in uno sopratutto.
Ho perso.
Solamente mi resta il fulgore momentaneo
di poche parole non ancora dette.
L'ultima e desolata incertezza.
JUSTO JORGE PADRON, TR. GAETANO LONGO
martedì 5 gennaio 2010
POETICA
Lasciandomi dietro il peso del rancore,
di quanta aspra eredità
ricevetti dalla vita,sostenuto
da un pulito e oscuro
destino irrimandabile,
con gli occhi d'acciaio dell'amore,
la compagnia lenta del silenzio,
dò armatura alla parola, afferrandomi al mistero
del suo sentir sonoro.
JUSTO JORGE PADRON, TR. GAETANO LONGO
di quanta aspra eredità
ricevetti dalla vita,sostenuto
da un pulito e oscuro
destino irrimandabile,
con gli occhi d'acciaio dell'amore,
la compagnia lenta del silenzio,
dò armatura alla parola, afferrandomi al mistero
del suo sentir sonoro.
JUSTO JORGE PADRON, TR. GAETANO LONGO
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