Li videro anche il soe e la luna
ed un vecchio, che ancor con gli occhi aperti
invidiava quei folli innamorati.
Credevano di volare in coppia senza le ali.
Così belli e buoni non l'erano mai stati.
Poi si distesero sul tappeto dell'estate
e dormirono lì immersi nella pace: come i morti.
LAJOS KASSAK, TR. ROBERTO RUSPANTI
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sabato 11 giugno 2011
lunedì 12 aprile 2010
CAROSELLO D'AMORE
Avanziamo nella luce, verso chi, verso cosa
non lo sappiamo. Ovunque c’inonda
la quiete dei giardini maturi dell’estate.
Ieri sera dicevi “sarebbe bello morire”
e come ce ne andiamo attraverso i campi in fiore
ti fai fiore anche tu, calice in boccio.
Ora vivi in me ed io in te
e quando la notte spande i suoi fiotti plumbei
dimentichi di tutto noi c’involiamo senz’ali
e senza vele nello spazio verso la stessa stella.
LAJOS KASSAK, TR. ROBERTO RUSPANTI
non lo sappiamo. Ovunque c’inonda
la quiete dei giardini maturi dell’estate.
Ieri sera dicevi “sarebbe bello morire”
e come ce ne andiamo attraverso i campi in fiore
ti fai fiore anche tu, calice in boccio.
Ora vivi in me ed io in te
e quando la notte spande i suoi fiotti plumbei
dimentichi di tutto noi c’involiamo senz’ali
e senza vele nello spazio verso la stessa stella.
LAJOS KASSAK, TR. ROBERTO RUSPANTI
domenica 4 maggio 2008
4 MAGGIO
Di nuovo giaccio su un letto d'ospedale.
Il foglio clinico parla chiaro:
ho 77 anni.
Solitario
e assoggettato.
La mia finestra
dà sul corso rumoroso e brulicante.
Non ne provo alcuna gioia.
La mano sensibile del dottore
palpa il mio corpo
quasi fosse un oggetto
di plastica.
L'unioco segno della realtà
è una coppia tubante di colombi
sul cornicione della casa accanto.
Qua dentro fa freddo.
Nel corridoio qualcuno emette acute grida
come un animale torturato.
LAJOS KASSAK, TR. ROBERTO RUSPANTI.
Il foglio clinico parla chiaro:
ho 77 anni.
Solitario
e assoggettato.
La mia finestra
dà sul corso rumoroso e brulicante.
Non ne provo alcuna gioia.
La mano sensibile del dottore
palpa il mio corpo
quasi fosse un oggetto
di plastica.
L'unioco segno della realtà
è una coppia tubante di colombi
sul cornicione della casa accanto.
Qua dentro fa freddo.
Nel corridoio qualcuno emette acute grida
come un animale torturato.
LAJOS KASSAK, TR. ROBERTO RUSPANTI.
Scroscia la terra.
Corpi biancorossi si dondolano nel raggio degli occhi
e scroscia la terra
Lacrime. Sobbalzo. Grida.
Quindi nulla: solamente il desiderio che riempie tutto.
Con occhio ubriaco fuori dall’orbita, il cielo spia ancora;
ma dalla valle si pregonfiano in modo imponente gli arbusti
e dalla collina
affamate ed infiammate
coppie aggrovigliate, cieche, rotolano giù
nella valle.
LAJOS KASSAK, TR. ROBERTO RUSPANTI
Corpi biancorossi si dondolano nel raggio degli occhi
e scroscia la terra
Lacrime. Sobbalzo. Grida.
Quindi nulla: solamente il desiderio che riempie tutto.
Con occhio ubriaco fuori dall’orbita, il cielo spia ancora;
ma dalla valle si pregonfiano in modo imponente gli arbusti
e dalla collina
affamate ed infiammate
coppie aggrovigliate, cieche, rotolano giù
nella valle.
LAJOS KASSAK, TR. ROBERTO RUSPANTI
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