Da bambino sognavo cose
che appartenevano alla veglia
volevo portarle dentro il signo.
Allora venivano, silenziose, e si fermavano:
uccelli di legno, biglie, piccoli morbidi animali
dagli occhi di vetro dipinto
silenziosi si infilavano nella mano.
Poi giungevano nel sogno strani oggetti.
Volevo respingerli
e sempre ugualmente deluso
mi svegliavo con la mano vuota.
Membrana di vetro, parete illusoria!
Ora una farfalla sbatte le ali contro la finestra.
LARS GUSTAFSSON, TR. MARIA CRISTINA LOMBARDI
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mercoledì 4 maggio 2011
giovedì 10 marzo 2011
BOSCO IN MARCIA
Ogni notte al rintocco delle 11
arriva fin qui la foresta morta.
Accuratamente tagliata e deposta
in mucchi sui tanti vagoni del treno.
Il treno è lungo - molto lungo.
E un vento levandosi una volta ha attraversato
cantando tutte le chiome degli alberi.
LARS GUSTAFSSON, TR. MARIA CRISTINA LOMBARDI
arriva fin qui la foresta morta.
Accuratamente tagliata e deposta
in mucchi sui tanti vagoni del treno.
Il treno è lungo - molto lungo.
E un vento levandosi una volta ha attraversato
cantando tutte le chiome degli alberi.
LARS GUSTAFSSON, TR. MARIA CRISTINA LOMBARDI
giovedì 23 ottobre 2008
ora il vento soffia tra l’erba, finalmente,
ed io che credevo breve il cammino,
che fosse facile con lo sguardo abbracciare la vita
m’accorgo che essa è illimitata e smarrita
un labirinto dove tutti i meandri si raddoppiano,
finché ogni possibile cammino ne ha un altro simile
il suo simile, che non si trova in nessun’epoca umana,
ma forse in un soprasensibile.
Quanti giorni perdiamo!
E per ognuno uno nuovo.
E’ con questa specie di segreto
che grandi matematici possono giocare.
Ed io non voglio giocare.
LARS GUSTAFSSON, TR. GIACOMO OREGLIO
ed io che credevo breve il cammino,
che fosse facile con lo sguardo abbracciare la vita
m’accorgo che essa è illimitata e smarrita
un labirinto dove tutti i meandri si raddoppiano,
finché ogni possibile cammino ne ha un altro simile
il suo simile, che non si trova in nessun’epoca umana,
ma forse in un soprasensibile.
Quanti giorni perdiamo!
E per ognuno uno nuovo.
E’ con questa specie di segreto
che grandi matematici possono giocare.
Ed io non voglio giocare.
LARS GUSTAFSSON, TR. GIACOMO OREGLIO
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