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venerdì 21 gennaio 2011

ESULE

Non è qualcosa, non è qualcuno
ciò che ieri forse ti ha lasciato.
Non è qualcosa o qualcuno ciò che oggi
ti ha abbandonato qui al tuo destino.

E' la vita stessa, questa luce
col tuo volto così poco sostanziale.
E' l'esatta carenza di luogo
del tuo corpo posato qui su una sedia.

E' l'aria, una fuga di nuvole
sulla rètina di un cieco, è questa
perpetua durata, in mancanza di respiro
divisa in misure e tempi.

E' la vita stessa, questo tremore
che ti possiede, questa trama che sei tu.
E' questa vita stessa che oggi
ti lascia solo col tuo peso specifico.

E' l'oggi col tempo da cani e carne umana,
l'eterna febbre nella testa, la tua bestia.
E' soltanto la vita stessa che oggi
ti ha consegnato qui al tuo destino.

LEONARD NOLENS, TR. GIORGIO FAGGIN

lunedì 26 aprile 2010

DUPLICITA'

Essa è il letto che non mi lascia sognare,
la prima colazione, impossibile a inghiottirsi.
È il bacio del risveglio che così caramente mi sfigura
E sfiora un morire che devo imparare.

Io sono il suo uomo che ha perso la solitudine
E, diventato solo nella sua duplice essenza,
si infatua di sé, ambivalente, insicuro.
Essa è la feria sanguinante che può guarire.

È la luce che mi priva della luce.
È la via, e mi sbarra il cammino.
È la casa che mi aliena la casa
e mi imprigiona all’indirizzo che le dico.

LEONARD NOLENS, TR. GIORGIO FAGGIN