Bevo a te, luna compagna, mi dai l’ombra
e a bere il nostro vino siamo in tre,
a goderci nel breve recinto
Ma presto tu luna, anneghi nel bosco
Strappandomi l’ombra dalle spalle
e il brindisi si chiude nel convegno.
Piangere dovresti tu (luna, non tu)
che mi vuoi senz’ombra e senza luna.
LIBERO DE LIBERO
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martedì 16 dicembre 2008
domenica 7 dicembre 2008
Viaggio nei paesi della vita
e gioventù calpesta il fuoco
d’una triste verità
Di giorni spesi il conto è breve,
ombre sommano ombre,
un totale di gocce d’acqua.
E’ notte nei luoghi miei,
amori e amici fanno fuochi fatui
intorno alla luna del passato,
d’ogni volto scocca la fionda
contro un muro di sale che non rompe.
Amati nomi, ore bruciate,
sabbia andata dall’una all’altra riva.
E tutta la grazia di quel tempo
resta nella spiga di grano
che i morti pensieri saluta.
LIBRO DE LIBERO
e gioventù calpesta il fuoco
d’una triste verità
Di giorni spesi il conto è breve,
ombre sommano ombre,
un totale di gocce d’acqua.
E’ notte nei luoghi miei,
amori e amici fanno fuochi fatui
intorno alla luna del passato,
d’ogni volto scocca la fionda
contro un muro di sale che non rompe.
Amati nomi, ore bruciate,
sabbia andata dall’una all’altra riva.
E tutta la grazia di quel tempo
resta nella spiga di grano
che i morti pensieri saluta.
LIBRO DE LIBERO
domenica 29 giugno 2008
mercoledì 7 maggio 2008
E questi sono i territori
della notte e questo è l’ulivo
dove il passero piega
sul chiarore del canto
e quest’ombra di foglie
mi colma e di vento.
Solo al fiume mi siedo
con armenti di roccia
e mansueti orizzonti,
e nel suo oscuro splendore
sento il corpo terreno
alle radici estinto.
Ascolto la notte
percorro paesi e quanti,
incontro all’alba.
LIBERO DE LIBERO
della notte e questo è l’ulivo
dove il passero piega
sul chiarore del canto
e quest’ombra di foglie
mi colma e di vento.
Solo al fiume mi siedo
con armenti di roccia
e mansueti orizzonti,
e nel suo oscuro splendore
sento il corpo terreno
alle radici estinto.
Ascolto la notte
percorro paesi e quanti,
incontro all’alba.
LIBERO DE LIBERO
giovedì 7 febbraio 2008
Giorno campestre
Qui fa giorno cantando un uccello
e foglie si festeggiano a stormi,
il frutto in segreto rumina luce.
Io so la pianura che mi chiama
e sua letixia di acque gentili
e so il fiume indolente
tra i sassi e gli olmi puerili,
foreste senz'alba
dove stanno i continenti miei,
e mi disseta l'aria
che agli aranci fa rugiada.
Nella stagione di ali avida
e nella grande sua furia
di verde ti sento,
terra mia d'infanzia,
e mi accalora un richiamo
odoroso di vento.
La giovenca dei seminati
ormai feconda si leva,
è del suo collo la bellezza
un evviva e grida a distesa
il mio giorno campestre.
LIBERO DE LIBERO
e foglie si festeggiano a stormi,
il frutto in segreto rumina luce.
Io so la pianura che mi chiama
e sua letixia di acque gentili
e so il fiume indolente
tra i sassi e gli olmi puerili,
foreste senz'alba
dove stanno i continenti miei,
e mi disseta l'aria
che agli aranci fa rugiada.
Nella stagione di ali avida
e nella grande sua furia
di verde ti sento,
terra mia d'infanzia,
e mi accalora un richiamo
odoroso di vento.
La giovenca dei seminati
ormai feconda si leva,
è del suo collo la bellezza
un evviva e grida a distesa
il mio giorno campestre.
LIBERO DE LIBERO
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