Non voglio al mondo dir l’affanno
che in fondo al cor sempre ho celato:
sol la coscienza e Dio sapranno
quanto ho sofferto e quanto amato.
A lor dirò l’animo mio,
da lor vorrò compatimento;
e mi punisca pure Iddio
che immaginava un tal tormento.
Del volgo zotico il garrito
non può un cor nobile attristare,
e contro il masso di granito
infuria invan l’onda del mare.
Ei fra le nubi erge la testa,
di cielo e terra ospite altero,
e fuor che ai tuoni e alla tempesta,
a niuno affida il suo pensiero.
MICHAIL LERMONTOV, TR. GIOVANNI GANDOLFI
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venerdì 20 agosto 2010
mercoledì 29 luglio 2009
STELLA
E brilla, brilla, tu lontana stella,
Perché sempre io ti veda nella notte;
Il fioco raggio tuo, coll'ombra in lotta,
Mi reca sogni all'anima malata;
Essa si aderge vrso te, ed allora
Mi sento il petto libero e leggero...
Io vidi sguardo, un dì, pieno di fuoco,
Che m'è celato da gran tempo ormai;
Ma, come verso te, verso esso volo,
Voglio, benché impossibile, vederlo...
MICHAIL LERMONTOV, TR. TOMMASO LANDOLFI
Perché sempre io ti veda nella notte;
Il fioco raggio tuo, coll'ombra in lotta,
Mi reca sogni all'anima malata;
Essa si aderge vrso te, ed allora
Mi sento il petto libero e leggero...
Io vidi sguardo, un dì, pieno di fuoco,
Che m'è celato da gran tempo ormai;
Ma, come verso te, verso esso volo,
Voglio, benché impossibile, vederlo...
MICHAIL LERMONTOV, TR. TOMMASO LANDOLFI
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