Mi cerchi con la bocca
Come il cielo la porta.
La tua ragione è crollata sotto folli parole.
Anch'io sono crollato
Sotto le mura della tua città.
Perché si è oscurato il sole?
Perché sono esplosi i vulcani
Tra ribollimenti e fiamme?
Ricade come neve la cenere
O è il silenziio che segue allo schiamazzo
Della notte d'amore?
Sono ceneri e silenzi futuri!
Così dicono le civette e anche tu,
Il tuo terremoto
Ha le ali di un uccello gigantesco.
Ma ecco, hai paura!
Non c'è nessuno.
Un bambino ha picchiato alla porta
Dall'al di là
Dal domani.
MIHAI BEBIUC, TR. DRAGOS VRANCEANU ED ELIO FILIPPO ACCROCCA
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martedì 27 luglio 2010
lunedì 2 novembre 2009
TI SEPARI DA TE
Ti separi da te senza dolore
ogni giorno,ogni ora, ogni momento,
e nemmeno ti dici arrivederci, o
come forse sarebbe meglio, addio.
Hai fretta perché altr t'aspettano
e dimentichi in questa lunga fuga
che seguendo la tua linea diretta
mai più t'incontrerai con quel te stesso.
MIHAI BENIUC, TR. DRAGOS VRANCEANU E ELIO FILIPPO ACROCCA
ogni giorno,ogni ora, ogni momento,
e nemmeno ti dici arrivederci, o
come forse sarebbe meglio, addio.
Hai fretta perché altr t'aspettano
e dimentichi in questa lunga fuga
che seguendo la tua linea diretta
mai più t'incontrerai con quel te stesso.
MIHAI BENIUC, TR. DRAGOS VRANCEANU E ELIO FILIPPO ACROCCA
domenica 5 aprile 2009
IL PASSATO BRUCIA
Come la chiocciola presso la foglia
morta, in autunno, si ritrae nel guscio
di calce e di spirali, anche tu ormai
avanzando negli anni ti racchiudi
nei tuoi pensieri, e di silenzio avvolto
serri la porta di lucchetti e taci.
Hai dipinto una carta di ricordi
e ti rivolgi a rimirare il tempo
trascorso, e poi ritorni ad avanzare
di nuovo, e lentamente ti soffermi
quando t’imbatti in una rotta passerella.
Anch’io vorrei si dipanasse il mio
cammino aggrovigliato di scompigli
e sogni: focolari senza ceneri.
Ma gli anni ancor da nascere già gridano:
“Se guardi indietro ti tramuti in sale,
brucia il passato, scappa presto, via!”
MIHAI BENIUC, TR. SALVATORE QUASIMODO
morta, in autunno, si ritrae nel guscio
di calce e di spirali, anche tu ormai
avanzando negli anni ti racchiudi
nei tuoi pensieri, e di silenzio avvolto
serri la porta di lucchetti e taci.
Hai dipinto una carta di ricordi
e ti rivolgi a rimirare il tempo
trascorso, e poi ritorni ad avanzare
di nuovo, e lentamente ti soffermi
quando t’imbatti in una rotta passerella.
Anch’io vorrei si dipanasse il mio
cammino aggrovigliato di scompigli
e sogni: focolari senza ceneri.
Ma gli anni ancor da nascere già gridano:
“Se guardi indietro ti tramuti in sale,
brucia il passato, scappa presto, via!”
MIHAI BENIUC, TR. SALVATORE QUASIMODO
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