Da un unico sassolino
è nato un cielo
e da quel cielo gli è nato un corpo di sabbia e sangue.
E nel frattempo è nat anche un continente
ed è nato tutto il superfluo.
E fra le cose passano vermi
ed il dolore è senza fine
compagno dell'uomo da un panorama all'altro
e sradica, isterilisce, ed è fra quelli che ti accompagnano
alla tua fine.
NATAN ZACH, TR. ARIEL RATHAUS
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sabato 25 dicembre 2010
domenica 1 agosto 2010
SOLO
Non è bene che l'uomo sia solo
ma in ogni modo è solo.
Attende solo
e si attarda solo
e lui solo sa
che anche se tardi
essa verrà.
NATAN ZACH, TR. ARIEL RATHAUS
ma in ogni modo è solo.
Attende solo
e si attarda solo
e lui solo sa
che anche se tardi
essa verrà.
NATAN ZACH, TR. ARIEL RATHAUS
sabato 19 giugno 2010
NON MENTE
In me il tuo corpo fa nascere fiori
un intero tappeto nel mio corpo
sarò la tua musica
tu sarai la mia
e se in sogno griderò aiuto
dormendo col cuore desto
sarai tu il luogo
in cui mi sveglierò
abbracciata, vicina, serena
rammentando giorni lontani:
una madre che sfiora appena
un padre dalle orfane parole
solo allora so
che tutto f solo un sogno
i sogni raccontano fole
ma non mente la luce del giorno.
NATAN ZACH, TR. ARIEL RATHAUS
un intero tappeto nel mio corpo
sarò la tua musica
tu sarai la mia
e se in sogno griderò aiuto
dormendo col cuore desto
sarai tu il luogo
in cui mi sveglierò
abbracciata, vicina, serena
rammentando giorni lontani:
una madre che sfiora appena
un padre dalle orfane parole
solo allora so
che tutto f solo un sogno
i sogni raccontano fole
ma non mente la luce del giorno.
NATAN ZACH, TR. ARIEL RATHAUS
giovedì 29 aprile 2010
TU E IO
Tu e io
nell’uso quotidiano
come persone al servizio della parola
che per dimenticanza giungono
a un silenzio senza parole
come una mano che tentoni, malsicura,
rovescia una sedia al buio, un vaso, un posacenere.
Tu e io
come non fosse stupendo
come non fosse un’ora soltanto
che più di un’ora non durerà
come non fosse un miracolo festoso
che il tuo giorno sia stato anche il mio
e che poi tale totalmente resti.
NATAN ZACH, TR. ARIEL RATHAUS
nell’uso quotidiano
come persone al servizio della parola
che per dimenticanza giungono
a un silenzio senza parole
come una mano che tentoni, malsicura,
rovescia una sedia al buio, un vaso, un posacenere.
Tu e io
come non fosse stupendo
come non fosse un’ora soltanto
che più di un’ora non durerà
come non fosse un miracolo festoso
che il tuo giorno sia stato anche il mio
e che poi tale totalmente resti.
NATAN ZACH, TR. ARIEL RATHAUS
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