Di notte, in mare, guardo l'albero,
cipresso inargentato:
ha detto il poeta Nedim.
C'era un poeta di Riazan, Esenin,
innamorato delle sue betulle,
candide, malinconiche ragazze.
Da quando vivo lontano da casa
un pioèppo freme in me, e piange
di tristezza e canta.
Come tutti gli alberi del bosco
il pioppo se ne resta sempre in piedi,
sta lì e aspetta.
In una calda giornata di luglio
rimira fino a sera la strada
e le casette del villaggio di Bursa.
Ogni notte fino all'alba,
il pioppo mi aspetta,
urlando alla porta del carcere.
Ehilà, pioppo, amico mio!
Testimone fedele dei nostri giorni,
delle speranze e dei pidocchi,
della vergogna e dei sacrifici,
della nostra secolare sventura
e dei nostri lavori nei campi!
Che senso c'è, mia cara patria,
nel mio amore per i pioppi,
a che serve, dolce patria, la mia lode?
Bagnando la sabbia col mio sudore rovente
non ho potuto un solo pioppop coltivare
sulla mia terra natia.
NAZIM HIKMET, TR. JOYCE LUSSU
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giovedì 6 gennaio 2011
domenica 13 dicembre 2009
Non ha strappato le ali alle mosche quand'era piccolo
non ha legato i barattoli alla coda dei gatti
né imprigionato gli scarafaggi
nelle scatole di fiammiferi
non ha distrutto le casae
delle formiche.
E' diventato rande.
E vedete il male che gli hanno fatto.
Quando è morto, ero al suo capezzale
e mi ha detto: leggimi una poesia
che canti il sole e il mare
le officine atomiche la luna artificiale
che canti la grandezza dell'uomo.
NAZIM HIKMET, TR. JOYCE LUSSU
non ha legato i barattoli alla coda dei gatti
né imprigionato gli scarafaggi
nelle scatole di fiammiferi
non ha distrutto le casae
delle formiche.
E' diventato rande.
E vedete il male che gli hanno fatto.
Quando è morto, ero al suo capezzale
e mi ha detto: leggimi una poesia
che canti il sole e il mare
le officine atomiche la luna artificiale
che canti la grandezza dell'uomo.
NAZIM HIKMET, TR. JOYCE LUSSU
venerdì 5 giugno 2009
E'su un cargo che si fa il viaggio.
un bastimento per il carbone.
C'è ancora un solo porto che non abbiamo toccato.
una tristezza che non abbiamo cantata,
l'orizzonte che si vedeva il mattinoù
non l'abbiamo lasciato
dietro di noi ogni sera
e le stelle non sono passate
sfiorando l'acqua
e ad ogni alba
sull'acqua
che cola
non c'è il riflesso
della grande nostalgia.
Ci andiamo, dite, ci andiamo?
NAZIM HIKMET, TR.b ?
un bastimento per il carbone.
C'è ancora un solo porto che non abbiamo toccato.
una tristezza che non abbiamo cantata,
l'orizzonte che si vedeva il mattinoù
non l'abbiamo lasciato
dietro di noi ogni sera
e le stelle non sono passate
sfiorando l'acqua
e ad ogni alba
sull'acqua
che cola
non c'è il riflesso
della grande nostalgia.
Ci andiamo, dite, ci andiamo?
NAZIM HIKMET, TR.b ?
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