Oh, che gusto ci dà fare gli ipocriti
e quanto facilmente i noi si oscura
l’idea che siamo vicini alla morte
più nell’infanzia che inetà matura.
Il bimbo, occhi di sonno ancora gonfi,
succhia un resto di offesa dal piattino;
io non ho più a chi tenere il broncio
e su ogni via solo m’incammino.
Ma non prenderò sonno come un pesce
nel deliquio avvolgente dei fondali,
ché ho troppo cara la libera scelta
di tutte le mie pene e i miei travagli.
OSUP MANDEL’STAM, TR. REMO FACCANI
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giovedì 1 luglio 2010
lunedì 21 dicembre 2009
LA CONCHIGLIA
Forse non ti sono necessario,
notte; dalla voragine dell'universo
come una conchiglia senza perla
sono gettato alla tua riva.
Tu fai con indifferenza schiumare le onde,
e canti senz'essere compresa;
ma amerai, apprezzerai tu pure
la favola dell'inutile conchiglia.
Ti stenderai sulla sabbia,a lei vicino,
come tua veste la indosserai,
legherai indissolubile con essa
l'enorme campana dei flutti;
e le pareti della fragile conchiglia,
come la casa di un cuore solitario
riempirai di sussurri di spuma,
di nebbia, di vento, di pioggia.
OSIP MANDEL'STAM, TR. CESARE G. DE MICHELIS
notte; dalla voragine dell'universo
come una conchiglia senza perla
sono gettato alla tua riva.
Tu fai con indifferenza schiumare le onde,
e canti senz'essere compresa;
ma amerai, apprezzerai tu pure
la favola dell'inutile conchiglia.
Ti stenderai sulla sabbia,a lei vicino,
come tua veste la indosserai,
legherai indissolubile con essa
l'enorme campana dei flutti;
e le pareti della fragile conchiglia,
come la casa di un cuore solitario
riempirai di sussurri di spuma,
di nebbia, di vento, di pioggia.
OSIP MANDEL'STAM, TR. CESARE G. DE MICHELIS
mercoledì 26 marzo 2008
Così rispettata,tutta circondata di cure,
tutta piccoli garresi, tutta aria e attenzioni,
tutta che si sbriciola, tutta che fa coro −
umide zolle della mia terra e libertà…
Nei giorni della prima aratura è nera sino all’azzurro
E disarmato ci si fonda il lavoro −
Mille cori di voci che corrono arate:
c’è qualcosa di sconfinato, si vede, in questi confini.
E tuttavia la terra è svista e testa di scure.
Non la ottieni supplicandola, non buttarti ai suoi piedi:
come un flauto che marcisce fa spalancare le orecchie,
come un clarinetto mattutino raggela l’udito…
Come fa piacere lo strato di grasso che arriva sul vomere,
com’è stesa la steppa nel rivangare di aprile!
Dunque salve, terra nera: sei forte, tutt’occhi…
Neroeloquente silenzio al lavoro.
OSIP MANDEL’STAM, TR. MAURIZIO CALUSIO
tutta piccoli garresi, tutta aria e attenzioni,
tutta che si sbriciola, tutta che fa coro −
umide zolle della mia terra e libertà…
Nei giorni della prima aratura è nera sino all’azzurro
E disarmato ci si fonda il lavoro −
Mille cori di voci che corrono arate:
c’è qualcosa di sconfinato, si vede, in questi confini.
E tuttavia la terra è svista e testa di scure.
Non la ottieni supplicandola, non buttarti ai suoi piedi:
come un flauto che marcisce fa spalancare le orecchie,
come un clarinetto mattutino raggela l’udito…
Come fa piacere lo strato di grasso che arriva sul vomere,
com’è stesa la steppa nel rivangare di aprile!
Dunque salve, terra nera: sei forte, tutt’occhi…
Neroeloquente silenzio al lavoro.
OSIP MANDEL’STAM, TR. MAURIZIO CALUSIO
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