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sabato 13 febbraio 2010

COME LA NUBE

Come la nube,
come la farfalla,
come l'alito lieve sullo specchio.

Fortuito,
mutevole,
svanito in breve istante.

O Signore di tutti i cieli, di tutti i mondi, di tutti
i destini,
che cisa hai inteso fare con me?

PAR LAGERKVIST, TR. GIORGIO ORELLI

venerdì 10 luglio 2009

NOTTE DEL DESTINO, QUANDO LA STELLA RIPOSA

Notte del destino, quando la stella riposa
in una mano ignota.
Quando la tua mano corre verso l'abisso
o la terra del miracolo.

Spenta giace l'eternità,
solo un raggio di luce
palpita attraverso il vuoto profondo,
attraverso la dimora della morte.

PAR LAGERKVIST, TR. GIACOMO OREGLIA

mercoledì 27 maggio 2009

I TUOI OCCHI CHIUDI

Chiudi i tuoi occhi, cara,
che il mondo non vi si specchi,
le cose ci sono troppo vicine,
quelle che non siamo noi.

Solo noi dobbiamo essere,
il mondo d'attorno è scomparso,
l'amore rivela
tutto. - I tuoi occhi chiudi.

PAR LAGERKVIST, TR. GIACOMO OREGLIA

mercoledì 13 maggio 2009

BATTELLO DELLA VITA

Presto sarà la morte e tu non sai che sul battellp della vita
risalirai altri paesi ove su occulte rive ti attende l'aurora.

Non t'inquietare. Nell'ora della partenza non temere.
Una mano gentile serrerà le vele del battello
che dal paese della sera ti condurrà a quella del mattino.
Procedi dunque senza timore nel silenzio della riva
sul molle sentiero attraverso l'erba del crepuscolo.

PAR LAGERKVIST, TR. GIACOMO OREGLIA

domenica 1 febbraio 2009

SOTTO LE STELLE

Qui io voglio rimanere
muto.
Qui io voglio deporre la mia fronte.
Sacro luogo.
Nessuna parola umana è verità.
PÄR LAGERKVIST, TR. GIORGIO OREGLIA

mercoledì 17 settembre 2008

E’ più bello quando scende la sera.
Tutto l’amore che il cielo abbraccia
è raccolto in un’ombra di luce
sulla terra,
sulle case della terra.

Tutto è dolcezza, tutto è carezza di mani,
e remote rive occulta il Signore.
Tutto è vicino, tutto è lontano.
Tutto viene dato
come pegno all’uomo.

Tutto è mio, e tutto mi sarà tolto,
tra breve mi sarà tolto.
Alberi, nubi, il suolo che calpesto.
E vagherò −
Solo, senza orme.
PÄR LAGERKVIST, TR. GIACOMO OREGLIA

lunedì 25 agosto 2008

L’angoscia, l’angoscia è la mia eredità,
la mia ferita alla gola,
il grido del mio cuore nel mondo.
Ora si rapprende la schiuma delle nubi
nella ruvida mano della notte
ora s’alzano selve
e rigide alture
così aride verso la contratta
volta del cielo.
Come tutto è aspro,
come tutto è petrificato, nero e immoto!

Io avanzo in questo spazio oscuro,
sento l’orlo tagliente delle rocce sotto le mie dita,
lacero le mie mani doloranti
contro il monte e la tenebrosa selva,
contro il nero metallo del cielo
e contro la fredda terra!

L’angoscia, l’angoscia è la mia eredità,
la mia ferita alla gola,
il grido del mio cuore nel mondo.
PÄR LAGERKVIST, TR. GIACOMO OREGLIO

sabato 16 agosto 2008

Notte del destino quando la notte riposa
in una mano ignota.
Quando la tua anima corre verso l’abisso
o la terra del miracolo.

Spenta giace l’eternità,
solo un raggio di luce
palpita attraverso il vuoto profondo.
Attraverso la dimora della morte.
PÄR LAGERKVIST, TR. GIACOMO OREGLIO

sabato 23 febbraio 2008

QUANDO MI CHIUDI GLI OCCHI

Quando mi chiudi gli occhi
con la tua mano gentile
tutto diviene soltanto luce attorno a me
come in un paese assolato.

Tu vuoi immergermi nel crepuscolo,
ma tutto diviene luce!
Tu non puoi donarmi
che luce, soltanto luce.
(PAR LAGERKVIST, TR. IT. GIACOMO OREGLIA).