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domenica 10 ottobre 2010

CAREZZA

Le mie calde mani, bagnale
Nelle tue… Nulla calma
Come d’amore ondulati
I passaggi d’una palma.

Per quanto mi siano familiari,
I tuoi anelli con lunghe pietre
Si fondono nel brivido
Che le palpebre fa serrare

E il male si allarga, si allarga,
Come una lastra è polita
Una carezza lo estende
Fino alla melanconia.

PAUL VALERY, TR. GIANCARLO PONTIGGIA

martedì 3 febbraio 2009

L'OISEAU CRUEL

L’oiseau cruel toute la nuit me tint
Au point aigu du délice d’eintendre
Sa voix qu’adresse un fureur si tendre
Au ciel brûlant d’astres jusqu’au matin.

Tu perces l’âme et fixes le destin
De tel regard qui ne peut se reprendre ;
Tout ce qui fut tu le changes en cendre,
Ô voix trop haute,extase de l’instinct…

L’aube dans l’ombre bauche le visage
D’un jour très beau qui déjà n’est me rien:
Un jour de plus n’est qu’un vain paysage,

Qu’est-ce qu’un jour sans le visage tien?
Non !... Vers la nuit mon âme retournée
Refuse l’aube er la jeune journée.
PAUL VALÉRY

domenica 23 novembre 2008

Un nitido fuoco abita in me, e freddamente vedo
La vita violenta illuminare per intero…
Ormai posso amare soltanto nel sonno
I suoi gesti gentili intrisi di luce.

Di notte i miei giorni mi rendono gli sguardi,
Dopo il primo sonno infelice:
quando la stessa sventura è diffusa nel buio,
Tornano a farmi vivere, a darmi gli occhi.

Se la loro gioia erompe, un’eco che mi sveglia
Rende non altro che un morto sulla mia riva di carne,
E ilmiosorriso estraneo sospende il mio orecchio,
come alla vuota conchiglia un murmure di mare,
Il dubbio −sul ciglio di un’estrema meraviglia,
Se sono, se fui, se dormo o son desto.
PAUL VALÉRY, TR. MASSIMO CESCON

martedì 1 luglio 2008

LA CINTURA

Quando il cielo color d’una gota
Lascia gli occhi infine amarlo
E che nel punto dorato di perire
Tra i rosa scherza il tempo,

Innanzi al muto di piacere
Che una tale pittura incatena,
Danza un’Ombra a libera cintura
Che la sera è presso a cogliere.

Cintura vagabonda
Che nel soffio aereo fa
Fremere il supremo legame
Del mio silenzio con il mondo.

Assente, presente…Io sono solo,
E buio, o soave lenzuolo.
PAUL VALÉRY, TR. VALERIO MAGRELLI

giovedì 5 giugno 2008

LA VOCE DELLE COSE

Se volete torniamo in città!Ma
Si sta così bene su questo vecchio bastione…
Non parliamo!...E’ perfettamente inutile
E ci si comprende molto meglio che altrove!...

Sì. Ci si comprende senza vane parole
E senza dissipare col rumore delle voci
L’incanto divino delle folli idee,
Presso il flutto battente, una rossa fra le dita…

La natura parla e l’uomo ascolta,
L’onda mormora e la brezza geme
La campana rintocca e il vento, sì,
O qualche spirito, nella notte si lamenta…

E l’uomo attento alle frasi inquietanti
Delle onde, dei legni, dei campanili lontani…
Lascia evadersi. Cose inquietanti…
… E son versi dai suoni argentini. (PAUL VALÉRY, TR. MASSIMO CESCON