L’erba tagliata inerme s’adagia:
se corto è il respiro
che sale dagli steli falciati
quanto è lunga la morte!
Si muore nelle bianche ore
di giugno dalle giovani vfoglie
con i fiori dei castagni,
con le siepi imbiancate come di neve,
bianchi inchinati lillà,
smarriti viottoli di merletto della Regina Anna,
e quella nuvola là in alto levata
che avanza al passo dell’estate.
PHILIP LARKIN, TR. ENRICO TESTA
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domenica 22 marzo 2009
mercoledì 30 aprile 2008
ALBERI
Accenno di un discorso che si ripete,
spuntano sugli alberi le foglie;
i germogli freschi s’allentano e distendono
in una verdezza simile al dolore.
Forse quelli nascono di nuovo,
mentre noi invecchiamo. No, muoiono anche loro.
Il trucco annuale di apparire nuovi
è scritto in fondo a venati anelli.
Eppure si dibattono, inquieti castelli
Ancora grandi e forti ad ogni maggio.
Morto è l’anno passato sembra dire,
s’incomincia ancora e daccapo ancora.
PHILIP LARKING, TR. ENRICO TESTA
spuntano sugli alberi le foglie;
i germogli freschi s’allentano e distendono
in una verdezza simile al dolore.
Forse quelli nascono di nuovo,
mentre noi invecchiamo. No, muoiono anche loro.
Il trucco annuale di apparire nuovi
è scritto in fondo a venati anelli.
Eppure si dibattono, inquieti castelli
Ancora grandi e forti ad ogni maggio.
Morto è l’anno passato sembra dire,
s’incomincia ancora e daccapo ancora.
PHILIP LARKING, TR. ENRICO TESTA
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