Dimmi se questo è vero, amore mio,
dimmi se questo è tutto vero.
Quando questi occhi scagliano i lor lampi
le oscure nubi nel tuo petto
danno risposte tempestose.
E' vero che le mie labbra son dolci
come il boccio del primo amore?
Che lememorie di mesi svaniti
di maggio indugiano nelle mie membra?
Che la terra, come un'arpa, vibra
di canzoni al tocco dei miei piedi?
E' poi vero che gocce di rugiada
cadono dagli occhi della notte
al mio apparire e la luce del giorno
è felice quando avvolgè il mio corpo?
E' vero, è vero che il tuo amore viaggiò
per ere e mondi in cerca di me?
Che quando finalmente mi trovasti
il tuo secolare desiderio
trovò una pace perfetta
nel mio gentile parlare
nei miei occhi e nelle mie labbra
e nei miei capelli fluenti?
E dimmi infine se è proprio vero
che il mistero dell'infinito
è scritto sulla mia piccola fronte.
Dimmi, amore mio, se tutto questo è vero.
RbindrNth tGORE, TR. GIROLAMO MANCUSO
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lunedì 14 febbraio 2011
giovedì 23 settembre 2010
Lei è vicina al mio cuore
come un piccolo fiore alla terra.
Lei è dolce come il sonno che viene
per il corpo stanco.
L'amore che provo è la mia vita,
che scorre veloce come il fiume
durante le piene dell'autunno,
che scivola in pieno abbandono.
Le mie canzoni sono una sola cosa
col mio amore, come l'acqua che mormora
con le sue onde, le sue correnti.
RABINDRANATH TAGORE, TR. BRUNILDE NERONI
come un piccolo fiore alla terra.
Lei è dolce come il sonno che viene
per il corpo stanco.
L'amore che provo è la mia vita,
che scorre veloce come il fiume
durante le piene dell'autunno,
che scivola in pieno abbandono.
Le mie canzoni sono una sola cosa
col mio amore, come l'acqua che mormora
con le sue onde, le sue correnti.
RABINDRANATH TAGORE, TR. BRUNILDE NERONI
venerdì 12 febbraio 2010
Quanto poco conosco di questo mondo:
atti d'uomini,città, fiumi,
montagne, arido squallore, sconosciute
creature, alberi ignoti.
La grande terra brulica
ed io conosco semplicemente un riparo.
e raccolgo rapide visioni di parole, quadri
che colmano le mie zone di inesperienza
con dovizia.
Io sono un poeta della terra:
il mio flauto ripete le sue melodie.
Sazio il suo richiamo coi miei sogni
e ne ascolto l'armonia nelle
ore silenziose del mio cuore.
Inaccessibili, nevose cime
tornano a chiamarmi insistenti
con musica mai udita.
La stella polare, lontana, solitaria,
ha toccato i miei occhi insonni.
RABINDRANATH TAGORE
atti d'uomini,città, fiumi,
montagne, arido squallore, sconosciute
creature, alberi ignoti.
La grande terra brulica
ed io conosco semplicemente un riparo.
e raccolgo rapide visioni di parole, quadri
che colmano le mie zone di inesperienza
con dovizia.
Io sono un poeta della terra:
il mio flauto ripete le sue melodie.
Sazio il suo richiamo coi miei sogni
e ne ascolto l'armonia nelle
ore silenziose del mio cuore.
Inaccessibili, nevose cime
tornano a chiamarmi insistenti
con musica mai udita.
La stella polare, lontana, solitaria,
ha toccato i miei occhi insonni.
RABINDRANATH TAGORE
lunedì 23 novembre 2009
giovedì 12 novembre 2009
Il nostro destino viaggia su un mare
mai attraversato, dove le onde
si susseguono in un gioco incessante
di rimpiattino.
E' l'inquieto mare del mutamento,
perde e perde ancora gli armenti
e batte le mani contro il cielo costante.
Al centro di questo mare travolgente,
tra l'alba e lanotte, Amore,
tu sei l'isola verdeggiante dove il sole
bacia l'ombra vaporosa, dove gli uccelli
sono amanti che cantano il silenzio.
RABINDRANATH TAGORE, TR. BRUNILDE NERONI
mai attraversato, dove le onde
si susseguono in un gioco incessante
di rimpiattino.
E' l'inquieto mare del mutamento,
perde e perde ancora gli armenti
e batte le mani contro il cielo costante.
Al centro di questo mare travolgente,
tra l'alba e lanotte, Amore,
tu sei l'isola verdeggiante dove il sole
bacia l'ombra vaporosa, dove gli uccelli
sono amanti che cantano il silenzio.
RABINDRANATH TAGORE, TR. BRUNILDE NERONI
domenica 4 gennaio 2009
“Dolce è il mondo, dolce la sua polvere”,
questo grande inno intono nel mio cuore.
Esso dà senso alla mia vita.
Giorno dopo giorno le gemme della vita vengono a me
Come dono − la loro beltà s’offusca.
Al confine della morte, adunque, questo grande canto −
“Dolce il mondo, dolce la sua polvere”
Eccheggia nel cuore della Gioia.
Quando riceverò l’ultimo tocco della terra,
Proclamerò:
“Il segno della Vittoria, scritto nella polvere, è sulla mia
[fronte”
Dietro il Maya del male
Ho visto la luce dall’eterno.
La bellezza della Verità ha preso fuoco nella polvere della
[terra −
RABINDRANATH TAGORE, TR. BRUNILDE NERONI
questo grande inno intono nel mio cuore.
Esso dà senso alla mia vita.
Giorno dopo giorno le gemme della vita vengono a me
Come dono − la loro beltà s’offusca.
Al confine della morte, adunque, questo grande canto −
“Dolce il mondo, dolce la sua polvere”
Eccheggia nel cuore della Gioia.
Quando riceverò l’ultimo tocco della terra,
Proclamerò:
“Il segno della Vittoria, scritto nella polvere, è sulla mia
[fronte”
Dietro il Maya del male
Ho visto la luce dall’eterno.
La bellezza della Verità ha preso fuoco nella polvere della
[terra −
RABINDRANATH TAGORE, TR. BRUNILDE NERONI
mercoledì 29 ottobre 2008
lunedì 13 ottobre 2008
venerdì 5 settembre 2008
lunedì 14 luglio 2008
La notte è buia, profondo è il tuo sonno
nel silenzio del mio essere.
Sveglia, Pena d’Amore, perché non so
aprire la porta e resterò fuori.
Le ore scorrono lente, vegliano le stelle,
il vento tace, il silenzio è pesante nel mio cuore.
Svegliati, Amore, svegliati!
Rompi la mia coppa vuota, agita la notte
con il soffio di un canto.
RABINDRANATH TAGORE, TR. BRUNILDE NERONI
nel silenzio del mio essere.
Sveglia, Pena d’Amore, perché non so
aprire la porta e resterò fuori.
Le ore scorrono lente, vegliano le stelle,
il vento tace, il silenzio è pesante nel mio cuore.
Svegliati, Amore, svegliati!
Rompi la mia coppa vuota, agita la notte
con il soffio di un canto.
RABINDRANATH TAGORE, TR. BRUNILDE NERONI
sabato 5 luglio 2008
Oggi guardo l’immagine della pioggia tra gli uomini
Avanza minacciosa, avanza buia;
il suo cuore danza sconvolto,
incalzando stravolge ogni ostacolo;
si stinge nube a nube,
petto a petto si scontra e tuona.
Guardo l’immagine della pioggia tra gli uomini
A folle a folle verso l’infinito,
schiere e schiere senza meta.
Né sanno sotto qual cielo
nel mezzo luglio si verseranno in acqua,
né sanno quale triste vita o morte
portano con triste magnificenza.
Guardo l’immagine della pioggia tra gli uomini.
Da oriente voce di tempesta
porta frante cose.
Dall’estremità della terra un fato cieco
Annuncia dolore senza parole,
neri profili sotto gravi ombre
preparano nuovi destini.
Guardo l’immagine della pioggia tra gli uomini.
RABINDRANATH TAGORE, TR. BRUNILDE NERONI
Avanza minacciosa, avanza buia;
il suo cuore danza sconvolto,
incalzando stravolge ogni ostacolo;
si stinge nube a nube,
petto a petto si scontra e tuona.
Guardo l’immagine della pioggia tra gli uomini
A folle a folle verso l’infinito,
schiere e schiere senza meta.
Né sanno sotto qual cielo
nel mezzo luglio si verseranno in acqua,
né sanno quale triste vita o morte
portano con triste magnificenza.
Guardo l’immagine della pioggia tra gli uomini.
Da oriente voce di tempesta
porta frante cose.
Dall’estremità della terra un fato cieco
Annuncia dolore senza parole,
neri profili sotto gravi ombre
preparano nuovi destini.
Guardo l’immagine della pioggia tra gli uomini.
RABINDRANATH TAGORE, TR. BRUNILDE NERONI
sabato 31 maggio 2008
E‘ venuto giugno a coprire il cielo
Sull’ali del soave profumo della pioggia.
Questo mio vecchio cuore, ancora una volta,
s’è lanciato vibrante di vita,
verso l’addensarsi delle nubi.
E’ venuto giugno a coprire il cielo.
Sopra i vasti campi, sopra la nuova erba,
cade l’ombra del giorno piovoso
“E’ venuto, è venuto!” dice l’animo,
“E’ vento, è venuto!”, dice il canto;
è venuto dentro gli occhi, è venuto dentro il cuore.
E’ venuto giugno a coprire il cielo.
RABINDRANATH TAGORE, TR. P. MARINO RIGON S.X.
Sull’ali del soave profumo della pioggia.
Questo mio vecchio cuore, ancora una volta,
s’è lanciato vibrante di vita,
verso l’addensarsi delle nubi.
E’ venuto giugno a coprire il cielo.
Sopra i vasti campi, sopra la nuova erba,
cade l’ombra del giorno piovoso
“E’ venuto, è venuto!” dice l’animo,
“E’ vento, è venuto!”, dice il canto;
è venuto dentro gli occhi, è venuto dentro il cuore.
E’ venuto giugno a coprire il cielo.
RABINDRANATH TAGORE, TR. P. MARINO RIGON S.X.
lunedì 25 febbraio 2008
Se vuoi così, smetterò di cantare.
Se fa sussultare il tuo cuore,
distoglierò i miei occhi dal tuo volto.
Se ti fa trasalire all’improvviso
Mentre passeggi, mi trarrò in disparte
E prenderò un’altra strada.
Se ti confondo mentre intrecci i fiori,
eviterò il tuo giardino solitario.
Se troppo agita ‘acqua,
non vogherò vicino alla tua spiaggia.
RABINDRANATH TAGORE Il Giardiniere, TR. ALESSANDRO BAUSANI
Se fa sussultare il tuo cuore,
distoglierò i miei occhi dal tuo volto.
Se ti fa trasalire all’improvviso
Mentre passeggi, mi trarrò in disparte
E prenderò un’altra strada.
Se ti confondo mentre intrecci i fiori,
eviterò il tuo giardino solitario.
Se troppo agita ‘acqua,
non vogherò vicino alla tua spiaggia.
RABINDRANATH TAGORE Il Giardiniere, TR. ALESSANDRO BAUSANI
Servo: Abbi mercé del tuo servo,mia regina!
Regina La riunione è finita e tutti i miei servi sono andati via.Perché tu vieni a questa taeda ora?
Servo Quando hai finito con gli altri, allora viene la mia ora
Vengo a chiederti cosa rimane per il tuo ultimo
Servo.
Regina Che speri di ottenere quando è ormai troppo
tardi?
Servo Fammi giardiniere del tuo giardino di fiori.
Regina Che follia è questa?
Servo Rinuncerò a ogni altro mio lavoro.
Getterò nella polvere le mie lance e le mie spade.
Regina Quali saranno i tuoi doveri?
Servo Servirti nei tuoi giorni d’ ozio.
Manterrò frescc il sentiero erboso dove tu cammini al mattino, dove a ogni passo i tuoi piedi saranno salutati con lodi dai fiori anelanti di morire.
Ti dondolerò su un’altalena tra i rami del saptaparna, dove la prima luna della sera lotterà tra le foglie per baciarti l’ orlo della gonna.
Riempirò di olio la lampada che arde accanto al tuo letto, e ornerò lo sgabello dove poggi i piedi con meravigliosi disegni, fatti con impasto di sandalo e zafferano.
Regina E cosa chiedi come ricompensa?
Servo Di poter stringere i tuoipiccoli pugni, simili a teneri bocciuoli di loto e di intrecciare ai tuoi polsi ghirlande di fiori; di tingere le piante dei tuoi piedi col rosso succo dei petali di ashoka e togliere coi miei baci i granelli di polvere che potranno posarvisi.
Regina Le tue preghiere sono esaudite, mio servo, sarai il giardiniere del mio giardino di fiori.
RABINDRANATH TAGORE Il Giardiniere, tr. ALESSANDRO BAUSANI
Regina La riunione è finita e tutti i miei servi sono andati via.Perché tu vieni a questa taeda ora?
Servo Quando hai finito con gli altri, allora viene la mia ora
Vengo a chiederti cosa rimane per il tuo ultimo
Servo.
Regina Che speri di ottenere quando è ormai troppo
tardi?
Servo Fammi giardiniere del tuo giardino di fiori.
Regina Che follia è questa?
Servo Rinuncerò a ogni altro mio lavoro.
Getterò nella polvere le mie lance e le mie spade.
Regina Quali saranno i tuoi doveri?
Servo Servirti nei tuoi giorni d’ ozio.
Manterrò frescc il sentiero erboso dove tu cammini al mattino, dove a ogni passo i tuoi piedi saranno salutati con lodi dai fiori anelanti di morire.
Ti dondolerò su un’altalena tra i rami del saptaparna, dove la prima luna della sera lotterà tra le foglie per baciarti l’ orlo della gonna.
Riempirò di olio la lampada che arde accanto al tuo letto, e ornerò lo sgabello dove poggi i piedi con meravigliosi disegni, fatti con impasto di sandalo e zafferano.
Regina E cosa chiedi come ricompensa?
Servo Di poter stringere i tuoipiccoli pugni, simili a teneri bocciuoli di loto e di intrecciare ai tuoi polsi ghirlande di fiori; di tingere le piante dei tuoi piedi col rosso succo dei petali di ashoka e togliere coi miei baci i granelli di polvere che potranno posarvisi.
Regina Le tue preghiere sono esaudite, mio servo, sarai il giardiniere del mio giardino di fiori.
RABINDRANATH TAGORE Il Giardiniere, tr. ALESSANDRO BAUSANI
martedì 12 febbraio 2008
La primavera che un giorno
La primavera che un giorno
Appare col suo seguito
Nel mio giardino, s'alza chiassosa
nell'abbondanza d'innumeri petali,
nel melograno delle campanule,
nelle nuove foglie di foresta in foresta:
con i suoi moltelpici baci
turbò l'azzurro del cielo:
fece ritorno silenziosa
nel mio eremo deserto:
senza batter ciglio,
rimane ferma,
nascosta in un angolo
della mia casa solitaria:
guarda lontano, verso l'orizzonte
dove il verde svanisce
e muove l'azzurro del cielo.
RABINDRANATH TAGORE, TR. BRUNILDE NERONI
Appare col suo seguito
Nel mio giardino, s'alza chiassosa
nell'abbondanza d'innumeri petali,
nel melograno delle campanule,
nelle nuove foglie di foresta in foresta:
con i suoi moltelpici baci
turbò l'azzurro del cielo:
fece ritorno silenziosa
nel mio eremo deserto:
senza batter ciglio,
rimane ferma,
nascosta in un angolo
della mia casa solitaria:
guarda lontano, verso l'orizzonte
dove il verde svanisce
e muove l'azzurro del cielo.
RABINDRANATH TAGORE, TR. BRUNILDE NERONI
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