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giovedì 26 novembre 2009

NEGLETTI

Ci lasciano alla strada che abbiamo preso così,
Come due sul cui conto si fossero sbagliati,
Che nell'angolo a volte ce ne stiamo acquattati,
Coi nostri ostili, erratici e serafici sguardi,
Tentiamo di non sentirci dimenticati.

ROBERT FROST, TR. MASSIMO BACIGALUPA

venerdì 1 maggio 2009

LA VOCE DEGLI ALBERI

Gli alberi, mi domando.
Perché vorremmo sentire
Il loro fruscìo per sempre
Più d'ogni altro rumore
Vicino a dove abitiamo?
Nel giorno noi li subiamo
Finché ogni misura di moto
E di fissità nella gioia
Perdiamo, e ascoltiamo assorti.
Son essi quel che di andare
Parla e mai non si muove;
E tuttavia ne parla benché sappia,
Crescendo nel senno e negli anni,
Che adeso intende restare.
Punto i piedi sul pavimento,
sulla spalla reclino la testa,
Se a volte li vedo ondeggiare
Dall'uscio o dalla finestra.
Per qualche dove io partirò,
L'inquieta scelta farò
Un giorno che stormiranno
Agitati da far trasalire
Le bianche nubi su loro.
Io avrò meno da dire,
Ma me ne andrò-

ROBERT FROST, TR. MASSIMO BACIGALUPO

sabato 11 ottobre 2008

O dolce quieta mattina d’ottobre
Sono pronto a cadere le tue foglie
il vento di domani se sarà
Forte, tutte le sperderà.
Sopra la selva richiamo dei corvi;
Forse domani se n’andranno a schiera.
O dolce quieta mattina d’ottobre,
Lente inizia le ore di questo giorno.
Fa’ che il giorno ci sembri meno breve.
Noi cuori non avversi all’illusione,
Illudi nel modo che sai.
Stacca una foglia all’aprirsi del giorno;
a mezzodì stacca un’altra fogla;
una dai nostri alberi, una da molto lontano.
Attenda il sole con la nebbia gentile,
Incanta la terra sul tuo ametista.
Oh, lentamente
Per amore di quelle vigne non foss’altro,
le cui foglie già sono strinate dal gelo,
I cui grappoli andranno altrimenti perduti
per amore di quella vigna lungo il mare.
ROBERT FROST, GIOVANNI GIUDICI

domenica 24 febbraio 2008

POZZE PRIMAVERILI

Queste pozze che, sia pur in foreste, riflettono
Il cielo intero quasi senza difetto
E, come i vicini fiori, gelano e tremano,
Presto, come i vicini fiori, scompariranno
Non discendendo per ruscelloo fiume
Ma su dalle radici a nutrire scure foglie.

Gli alberi che con le gemme dischiuse si dispongono
Ad adombrare la terra e a divenire boschi estivi
Ci pensino due volte a usare la loro forza
Per cancellare e bere e far svanire
Queste acque di fiori e questi fiori d'acqua
Da nevi che si sciolsero appena ieri.

ROBERT FROST, TR. GIOVANNI GIUDICI