Sempre e solo per te in me batteva
e quando uscvi tu lasciava vuoto
lo spazio e il tempo che lo rifaceva
vivo a ogni ritorno, al solo moto
delle tue ciglia, di quel passo leggero
che mi levava cieco e straziato
sospeso e moribondo, ormai straniero
alla stanza, dove mi ero interrato
e a tutto me stesso lasciato per terra
la terra di nessuno, il pavimento
come un caduto senza gloria e guerra.
Sempre ritorna, sentendo il rumore
della chiave che gira, lo sgomento
di te che resusciti il mio cuore.
ROBERTO MUSSAPI
Visualizzazione post con etichetta Roberto Mussapi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Roberto Mussapi. Mostra tutti i post
giovedì 4 marzo 2010
venerdì 13 giugno 2008
Questa è una pietra da cui ho tratto le scaglie,
fu un lungo lavoro nella notte, poco fuoco,
la ultimai, conclusi l’opera,
perché affissa a una freccia colpisse l’oggetto
la sua morte per la mia vita.
E io volevo solo che tutto splendesse,
che il cerchio della vita e della morte
chiudesse anche la mia vita nel ricordo.
L’ho fatto per te, per sopravvivere,
quando io non sarò più che un’ombra
e tu la sua luce repressa,
tu ed io chiusi nel cerchio del pianeta
che il tempo divide, e l’amore confonde.
ROBERTO MUSSAPI
fu un lungo lavoro nella notte, poco fuoco,
la ultimai, conclusi l’opera,
perché affissa a una freccia colpisse l’oggetto
la sua morte per la mia vita.
E io volevo solo che tutto splendesse,
che il cerchio della vita e della morte
chiudesse anche la mia vita nel ricordo.
L’ho fatto per te, per sopravvivere,
quando io non sarò più che un’ombra
e tu la sua luce repressa,
tu ed io chiusi nel cerchio del pianeta
che il tempo divide, e l’amore confonde.
ROBERTO MUSSAPI
Iscriviti a:
Post (Atom)
