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mercoledì 3 novembre 2010

,MI SENTO L'AUTUNNO

Aria spezzata
del focolare in disparte
con poca cenere,
i vetri anche tacciono
le cose che si muovono fuori,
dove screziato un muro s'erge
e gli embrici rabbuiati
hanno l'estrema cura
d'una parola,
farebbero canti ancor gli uccelli
o nell'ebrezza d'un sole d'estate
riportato un albero,
intonerebbe lievi le mosse
dei rami frondosi e... oh... ma
io mi sento l'autunno
infiltrato nelle case basse
e già scende su dai poggi
come la tela di fine atto
con un brivido
sull'attonito spettatore

ROCCO SCOTELLARO

mercoledì 3 dicembre 2008

Sottili lamenti di uccelli non visti
atterriti nei cespugli
che mi lasciano passare.
ROCCO SCOTELLARO

giovedì 30 ottobre 2008

un fantasma davanti
m’appare
m’invita a parlare.
Quando ho parlato
Parte di me
è del fantasma.
ROCCO SCOTELLARO

mercoledì 24 settembre 2008

Trasvolano le rondini
i mari e i deserti,
a una dimora certa
lontana tendono,
all’orizzonte forse,
dove sempre il sole
cade di sera.
ROCCO SCOTELLARO

lunedì 28 luglio 2008

Passeggiano i cieli sulla terra
e le nostre curve ombre
una nube lontano ci trascina.
Allora la morte è vicina
il vento tuona giù per le vallate
il pastore sente le annate
precipitare nel tramonto
e il belato rotondo delle frasche.
ROCCO SCOTELLARO.

venerdì 18 luglio 2008

Ancora non mi palpita una fede:
per questo mi viene la luce
e non me lo sento il mattino
e so il mio giorno rapito
in un vortice inane
Se fossi zolla!
M’avrebbe rimosso la vanga,
darei erbe e frutti
a questa stagione che sorvola.
E sono sorgente seccata
che mi scansano le greggi
ora che domina luglio.
ROCCO SCOTELLARO

giovedì 29 maggio 2008

Stanotte il cielo è un mandorlo fiorito
e nella valle il cuculo già freme.
ROCCO SCOTELLARO

sabato 26 aprile 2008

Solitaria natura
stupiscono i fanciulli
cui riescono pupazzi
d’argilla nelle cave,
germogli crescono
nel vento, nell’ombra.
Su mio padre steso nella terra
nasce un tappeto di dalie.
Il cimitero è il solo
Giardino del paese.
ROCCO SCOTELLARO

giovedì 13 marzo 2008

Sovrastano sguaiate cornacchie
Su fumi dei comignoli in marzo
Accendiamo per le nostre zitelle
le foglie delle palme d’olivo:
morte, sobbalzano, anime penanti,
dicono di sì e di no
alle nostre turbate domande.
ROCCO SCOTELLARO