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mercoledì 27 ottobre 2010

AUTUNNO

Autunno. già lo sentimmo venire
nel vento d’agosto,
nelle pioggie di settembre
torrenziali e piangenti,
e un brivido percorse la terra
che ora, nuda e triste,
accoglie un sole smarrito.
Ora passa e declina,
in questo autunno che incede
con lentezza indicibile,
il miglior tempo della nostra vita
e lungamente ci dice addio.

VINCENZO CARDARELLI

martedì 24 novembre 2009

PASSAGGI

Le voglie trattenute
mi stemprano in languide inedie.
E i riso spunta sulle fissità.
Amri senza connubio
passano
come frutti sul ramo.
Il più frettoloso figliolo
del Tempo, il Disinganno,
che si nutre di sottigliezze
acerrime e conclusive,
ancora intatti li uccide
i sogni della mia indecisione.

VINCENZO CARDARELLI

sabato 31 gennaio 2009

Febbraio è sbarazzino
Non ha i riposi del grande inverno.,
ha le punzecchiature,
i dispetti
di primavera che nasce.
Dalla bora di febbraio
requie non aspettare.
Questo mese è un ragazzo
Fastidioso, irritante
Che mette a soqquadro la casa,
rimuove il sangue, annuncia il folle marzo
periglioso e mutante.
VINCENZO CARDARELLI

venerdì 12 settembre 2008

Brevi sono le forme
che il caos inquieto produce.
La vita è fiamma vinta.
Ogni cosa è costretta
In uno spazio imperioso.
Ascese immani s’appuntano
al vertice di un’ora
per ricadere dolorosamente
in una perduta impotenza.
Se poi ci si rialzerà,
non è certo.
A volte il destino divaga.
Attese di anni non bastano
A dar tempo di giungere a un momento.
E noi stringiamo la grazia
Come una mano che si ritira.
VINCENZO CARDARELLI

lunedì 3 marzo 2008

03.03.2004
Oggi la primavera
è un vino effervescente
Spumeggia il primo verde
sui grandi olmi fioriti a ciuffi
dove il germe già cade
come diffusa pioggia.
Fra i rami onusti e prodighi
Un cardellino becca.
Verdi persiane squillano
su rosse facciate
che il chiaro allegro vento
di marzo pulisce.
Tutto è colore di prato.
Anche l’edera è illusa,
la borraccina è più verde
sui vecchi tronchi immemori
che non hanno stagione,
lungo i ruderi ombrosi e macilenti
cui pur rinnova marzo il grave manto.
Scossa da un fiato immenso
la città vive un giorno
d’amori campestri.
Ebbra la primavera
Corre nel sangue.
VINCENZO CARDARELLI