Ho aperto
con dolce fruscio
gli occhi delle pagine…
E s’è sentito
odore di polvere
da tutte le frontiere.
Non è nuovo,
per chi ha vent’anni,
crescere nell a tempesta.
Non abbiamo
di che gioire,
ma niente
da rattristarci.
Agitata è l’acqua della storia.
Le minacce
e la guerra
le solcheremo
nella vastità,
come la chiglia
taglia l’onda.
VLADIMIR MAJAKOVSKIJ, TR. ?
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venerdì 7 maggio 2010
martedì 23 dicembre 2008
Terra!
.
Con brandelli delle mie labbra sporchi di belletti altrui.
Col fumo sui capelli dell’incendio degli occhi di stagno
lascia che avvolga i seni incavati delle paludi
nell’impennato nitrito dei cavalli sellati dalla morte.
Intorbiditi gli occhi dei fuochi marciscono negli acquazzoni,
il fumo da dietro le case ci raggiungerà con le lunghe zampe
Sorella mia!
Negli ospizi dei secoli venturi,
forse mi si troverà una madre;
io le ho gettato un corno insanguinato di canti
facendo saltelli nel campo
un fossato, verde spione,
per imprigionare
con le corde delle sudice strade.
VLADIMIR MAJAKOVSKIJ
.
Con brandelli delle mie labbra sporchi di belletti altrui.
Col fumo sui capelli dell’incendio degli occhi di stagno
lascia che avvolga i seni incavati delle paludi
nell’impennato nitrito dei cavalli sellati dalla morte.
Intorbiditi gli occhi dei fuochi marciscono negli acquazzoni,
il fumo da dietro le case ci raggiungerà con le lunghe zampe
Sorella mia!
Negli ospizi dei secoli venturi,
forse mi si troverà una madre;
io le ho gettato un corno insanguinato di canti
facendo saltelli nel campo
un fossato, verde spione,
per imprigionare
con le corde delle sudice strade.
VLADIMIR MAJAKOVSKIJ
sabato 29 novembre 2008
ALL'AMATO SE STESSO DEDICA QUESTE RIGHE, L'AUTORE
Le quattro.
Pesanti come un colpo.
“A Cesare quel che è di Cesare, a Dio quel che è di Dio.”
Ma uno
come me
dove potrà cacciarsi?
Dove mi è stata preparata una tana?
Se fossi piccolo,
come il grande oceano,
sulla punta delle onde m’alzerei,
con l’alta marea accarezzando la luna.
Dove trovare un’amata
che sia uguale a me?
Potrebbe trovar posto nel minuscolo cielo?
Oh, se povero fossi,
come un miliardario!
Che cos’è il denaro per l’anima?
È un ladro insaziabile dentro di lei.
All’orda sfrenata dei miei desideri
non basta l’oro di tutte le Californie.
Se balbettare potessi,
come Dante
o Petrarca!
Per una sola accendere l’anima!
Comandarle coi versi di bruciare!
Le parole
e il mio amore
sarebbero un arco di trionfo:
pomposamente,
senza lasciar traccia, vi passerebbero
tutte le amanti dei secoli.
Oh, s’io fossi sommesso,
come il tuono,
gemerei,
abbracciando in un tremito il decrepito eremo terrestre.
Se io
urlerò con la mia voce immensa,
le comete torceranno le braccia fiammeggianti,
e giù si getteranno per la tristezza.
Coi raggi degli occhi rosicchierei le notti,
s’io fossi
offuscato
come il sole!
Che brama provo
d’abbeverare col mio splendore
il seno dimagrito della terra!
Passerò,
trascinando il mio grande amore.
In quale notte
delirante,
inferma,
da quale Golia fui concepito,
così enorme
e così inutile?
VLADIMIR MAJAKOVSKIJ
Pesanti come un colpo.
“A Cesare quel che è di Cesare, a Dio quel che è di Dio.”
Ma uno
come me
dove potrà cacciarsi?
Dove mi è stata preparata una tana?
Se fossi piccolo,
come il grande oceano,
sulla punta delle onde m’alzerei,
con l’alta marea accarezzando la luna.
Dove trovare un’amata
che sia uguale a me?
Potrebbe trovar posto nel minuscolo cielo?
Oh, se povero fossi,
come un miliardario!
Che cos’è il denaro per l’anima?
È un ladro insaziabile dentro di lei.
All’orda sfrenata dei miei desideri
non basta l’oro di tutte le Californie.
Se balbettare potessi,
come Dante
o Petrarca!
Per una sola accendere l’anima!
Comandarle coi versi di bruciare!
Le parole
e il mio amore
sarebbero un arco di trionfo:
pomposamente,
senza lasciar traccia, vi passerebbero
tutte le amanti dei secoli.
Oh, s’io fossi sommesso,
come il tuono,
gemerei,
abbracciando in un tremito il decrepito eremo terrestre.
Se io
urlerò con la mia voce immensa,
le comete torceranno le braccia fiammeggianti,
e giù si getteranno per la tristezza.
Coi raggi degli occhi rosicchierei le notti,
s’io fossi
offuscato
come il sole!
Che brama provo
d’abbeverare col mio splendore
il seno dimagrito della terra!
Passerò,
trascinando il mio grande amore.
In quale notte
delirante,
inferma,
da quale Golia fui concepito,
così enorme
e così inutile?
VLADIMIR MAJAKOVSKIJ
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