Cerere avrebbe ben dovuto
Sudata, impolverata,
Attenderlo, che cercava
Per tutta la terra.
Avrebbe ricevuto da lui
Riposo, rifugio,
E quello che perse
L'avrebbe riconosciuto
Nella sua chiara penombra
E, con un grido, abbracciato
E trascinato via ridendo
Nelle sue mani veementi.
Quando invece ancora, di notte
Sotto il brusìo degli alberi
Lei si ferma, bussa
A poprte chiuse.
YVES BONNEFOY, TR. FABIO SCOTTO
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martedì 11 gennaio 2011
mercoledì 10 marzo 2010
NOLI ME TANGERE
Esita il fiocco per il cielo azzurro
Ancora, l’ultimo fiocco delal grande neve.
E così entrerebbe nel giardino colei che
Aveva ben dovuto sognare ciò che potrebbe essere,
Quello sguardo, quel dio semplice, senza ricordo
Del sepolcro, senz’altro pensiero che la gioia,
senza futuro
Se non il suo vanificarsi nell’azzurro del mondo.
“No, non toccarmi”, le direbbe,
Ma anche il dire no sarebbe luce.
YVES BONNEFOY, TR. DAVIDE BRACAGLIA
Ancora, l’ultimo fiocco delal grande neve.
E così entrerebbe nel giardino colei che
Aveva ben dovuto sognare ciò che potrebbe essere,
Quello sguardo, quel dio semplice, senza ricordo
Del sepolcro, senz’altro pensiero che la gioia,
senza futuro
Se non il suo vanificarsi nell’azzurro del mondo.
“No, non toccarmi”, le direbbe,
Ma anche il dire no sarebbe luce.
YVES BONNEFOY, TR. DAVIDE BRACAGLIA
giovedì 17 dicembre 2009
IL GIARDINO
Nevica.
Apre infine al giardino
Di più che il mondo.
Avanzo. Ma s'impiglia
La scarpa a un ferro
Arrugginita, e si lacera
In me la stoffa del sogna.
YVES BONNEFOY, TR. DAVIDE BRACAGLIA
Apre infine al giardino
Di più che il mondo.
Avanzo. Ma s'impiglia
La scarpa a un ferro
Arrugginita, e si lacera
In me la stoffa del sogna.
YVES BONNEFOY, TR. DAVIDE BRACAGLIA
domenica 1 novembre 2009
SENTIERI
Sentieri, fra la materia
Degli alberi. Dèi,
Nel folto del canto infaticabile d'uccelli.
E tutto il tuo sangue inarcato sotto una mano sognante,
Oh vicina, oh tutto il mio giorno.
Chi raccolse il ferro
Arrugginito, nell'erba alta, più non scorda
Che ai grumi del metallo può appendersi la luce
E consumare il sale del dubbio, della morte.
YVES BONNEFOY, TR. DIANA GRANGE FIORI
Degli alberi. Dèi,
Nel folto del canto infaticabile d'uccelli.
E tutto il tuo sangue inarcato sotto una mano sognante,
Oh vicina, oh tutto il mio giorno.
Chi raccolse il ferro
Arrugginito, nell'erba alta, più non scorda
Che ai grumi del metallo può appendersi la luce
E consumare il sale del dubbio, della morte.
YVES BONNEFOY, TR. DIANA GRANGE FIORI
sabato 4 luglio 2009
LA PIOGGIA D'ESTATE, I°
Ma il più caro, ma non
Il meno crudele,
Di tutti i nostri ricordi, la pioggia d'estate
Improvvisa, breve.
Andavamo, ed era
In un altro mondo,
Le nostre bocche s'inebriavano
Dell'odore dell'erba.
Terra,
la stoffa della pioggia s'incollava su di te.
Era come il seno
Che un pittore avrebbe sognato.
YVES BONNEFOY, TR. PAOLO RUFFILLI
Il meno crudele,
Di tutti i nostri ricordi, la pioggia d'estate
Improvvisa, breve.
Andavamo, ed era
In un altro mondo,
Le nostre bocche s'inebriavano
Dell'odore dell'erba.
Terra,
la stoffa della pioggia s'incollava su di te.
Era come il seno
Che un pittore avrebbe sognato.
YVES BONNEFOY, TR. PAOLO RUFFILLI
lunedì 26 gennaio 2009
Nevica. Che volevi, tu, anima
Di nascita eterna, che non abbia avuto?
Guarda, tu hai qui
Una veste di festa anche per la morte.
Un abito come nell’adolescenza,
di quelli che uno prende con cura in mano
Poiché la stoffa è trasparente e resta
Tra le dita che la svelano alla luce
Si sa che è fragile come l’assenza.
Ma corolle e foglie vi sono ricamate
E già la musica si sente
Nella stanza vicina, illuminata.
Un misterioso ardore ti prende la mano.
E.vai, il cuore trepidante, nella grande neve.
YVES BONNEFOY, TR. DAVIDE BRACAGLIA
Di nascita eterna, che non abbia avuto?
Guarda, tu hai qui
Una veste di festa anche per la morte.
Un abito come nell’adolescenza,
di quelli che uno prende con cura in mano
Poiché la stoffa è trasparente e resta
Tra le dita che la svelano alla luce
Si sa che è fragile come l’assenza.
Ma corolle e foglie vi sono ricamate
E già la musica si sente
Nella stanza vicina, illuminata.
Un misterioso ardore ti prende la mano.
E.vai, il cuore trepidante, nella grande neve.
YVES BONNEFOY, TR. DAVIDE BRACAGLIA
domenica 18 gennaio 2009
martedì 25 novembre 2008
IL POCO D'ACQUA
A questo fiocco
Che sulla mia mano si posa, vorrei
Assicurare l’eterno
Facendo del mio vivere, del mio calore,
Del mio passato, di questi giorni d’oggi,
solo un istante, quest’attimo illimitato.
Ma non è nient’altro
Che un po’ d’acqua a disperdersi
nella bruma dei corpi che vanno nella neve.
YVES BONNEFOY, TR. DAVIDE BRACAGLIA
Che sulla mia mano si posa, vorrei
Assicurare l’eterno
Facendo del mio vivere, del mio calore,
Del mio passato, di questi giorni d’oggi,
solo un istante, quest’attimo illimitato.
Ma non è nient’altro
Che un po’ d’acqua a disperdersi
nella bruma dei corpi che vanno nella neve.
YVES BONNEFOY, TR. DAVIDE BRACAGLIA
martedì 19 febbraio 2008
IL NULLA, IL TUTTO, II°
Sia per te la grande neve il tutto, il nulla,
Bambino dai primi passi incerti nell'erba,
Gli occhi ancora pieni nell'origine,
Le mani aggrappate solo alla luce.
Siano per te quei rami che scintillano la parola
Che devi ascoltare, ma senza capire
Il senso del loro stagliarsi contro il cielo,
O non nominerai che a prezzo di perdere.
Ti bastino i tuoi valori, l'uno brillante,
Della collina nell'incavo degli alberi,
Ape della vita, quando giungerà ad inaridirsi
Nel tuo sogno di mondo questo stesso mondo.
E che l'acqua che scorre nel prato
Ti mostri che la gioia può sopravvivere al sogno
Quando la brezza venuta non si sa da dove già sperde
I fiori del mandorlo, tuttavia l'altra neve.
YVES BONNEFOY, TR. DAVIDE BRACAGLIA
Bambino dai primi passi incerti nell'erba,
Gli occhi ancora pieni nell'origine,
Le mani aggrappate solo alla luce.
Siano per te quei rami che scintillano la parola
Che devi ascoltare, ma senza capire
Il senso del loro stagliarsi contro il cielo,
O non nominerai che a prezzo di perdere.
Ti bastino i tuoi valori, l'uno brillante,
Della collina nell'incavo degli alberi,
Ape della vita, quando giungerà ad inaridirsi
Nel tuo sogno di mondo questo stesso mondo.
E che l'acqua che scorre nel prato
Ti mostri che la gioia può sopravvivere al sogno
Quando la brezza venuta non si sa da dove già sperde
I fiori del mandorlo, tuttavia l'altra neve.
YVES BONNEFOY, TR. DAVIDE BRACAGLIA
sabato 16 febbraio 2008
LA SERA
Striature neroazzurre.
Aratura deviata verso il basso del cielo.
Vasto e sconvolto il letto come un fiume in piena.
- Vedi, è già sera,
E il fuoco parla accanto a noi
Nell'eternità della salvia.
YVES BONNEFOY, TR. DIANA GRANGE FIORI
Aratura deviata verso il basso del cielo.
Vasto e sconvolto il letto come un fiume in piena.
- Vedi, è già sera,
E il fuoco parla accanto a noi
Nell'eternità della salvia.
YVES BONNEFOY, TR. DIANA GRANGE FIORI
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