Il mondo
E' il suicidio di Dio
Per mano di estranei,
Col mare del proprio sangie
Egli soffocherà,
Con l'amore.
Questo diritto regale
Per sempre non è dato agli uomini,
Solo a coloro
Ai quali Egli porge
il calice del suo fiele.
ELENA SVARC, TR, PAOLO RUFFILLI
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venerdì 8 gennaio 2010
domenica 13 settembre 2009
PICCOLI POEMI, 9
Il mare batte
Sul tempio distrutto,
Dieci colonne ossee
Biancheggiano pietosamente,
Un uccello grida,
Dorme uno scorpione,
Nella sera dei sacri ragni
E' appesa la cieca
Scatola dei pensieri -
Ha dimenticato, dimenticato
I mestieri e i numeri,
E una crepa cinge
Con una croce il sincipite.
Un sacerdote irriconosciuto
Del Dio invisibile
Si strugge
Nell'aria.
Oh, com'è cao! Come mi è noto ciò
da tempo!
L'ho visto io - su una barca,
Mentre navigavo
Sui fiumi del mio sangue,
Sinuosi, rossi, tramonto, oscuri.
ELENA SVARC, TR.
Sul tempio distrutto,
Dieci colonne ossee
Biancheggiano pietosamente,
Un uccello grida,
Dorme uno scorpione,
Nella sera dei sacri ragni
E' appesa la cieca
Scatola dei pensieri -
Ha dimenticato, dimenticato
I mestieri e i numeri,
E una crepa cinge
Con una croce il sincipite.
Un sacerdote irriconosciuto
Del Dio invisibile
Si strugge
Nell'aria.
Oh, com'è cao! Come mi è noto ciò
da tempo!
L'ho visto io - su una barca,
Mentre navigavo
Sui fiumi del mio sangue,
Sinuosi, rossi, tramonto, oscuri.
ELENA SVARC, TR.
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